L'Ora Siciliana

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Pasquasia, crimine di Stato

Pasquasia, l’ex miniera di Enna

Le istituzioni internazionali hanno sempre tenuto la bocca chiusa e non hanno mai ufficializzato la presenza di scorie nucleari a Pasquasia. Un inquietante intreccio di fatti e di smentite, di omertà e di depistaggi, di menzogne volute e di ignorante confusione. E intanto la gente muore di cancro.

A Pasquasia, a pochi chilometri da Enna, ci sarebbero rifiuti nucleari e documenti lo dimostrerebbero. A sostenerlo è il periodico “L’Ora Siciliana”, attraverso un’inchiesta fatta da Angelo Severino, che svela come nell’ex miniera vicino Enna, fin dal 1995, vi sarebbero depositate scorie di medio livello. Ma la cosa più preoccupante sarebbe che dal 2010 a Pasquasia finirebbero anche le famigerate HLW di terza categoria, ossia le scorie la cui radioattività decade nel corso di migliaia di anni.

Inoltre, il giornalista Angelo Severino ipotizza addirittura un inaspettato incidente nucleare verificatosi probabilmente intorno al 1995 durante una fase sperimentale di laboratorio per verificare la reale consistenza del sottosuolo della miniera su eventuali dispersioni di radiazioni. Lo testimonierebbe la presenza di Cesio 137 nelle vicinanze di Pasquasia, riscontrata dall’Usl nel 1997 in concentrazione ben superiore alla norma. Se l’emissione nell’aria di questo radionuclide è normalmente provocata da disgrazie all’interno di centrali nucleari, perché a Pasquasia che centrale nucleare non è?

Attraverso un’attenta cronistoria iniziata nel 1983, quando l’Enea “strizza l’occhio” a Pasquasia, Angelo Severino descrive un inquietante intreccio di fatti e di smentite, di omertà e di depistaggi, di menzogne volute e di ignorante confusione. Perché fu scelto proprio il sito ennese? Perché l’argilla o il salgemma sono le formazioni idonee per la sistemazione definitiva di scorie nucleari, comprese quelle ad altissima intensità. Se ci sono entrambe le formazioni, come a Pasquasia, è meglio perché si hanno non una ma due delle barriere naturali per garantire l’isolamento del deposito.

Secondo quando afferma ancora “L’Ora Siciliana”, oltre al danno ci sarebbe anche la beffa perché se effettivamente nelle viscere di Pasquasia ci fossero le scorie, «dovremmo drammaticamente chiederci dove finisce la gran quantità di denaro erogato dall’Euratom come indennizzo per le vittime innocenti, morte di tumore, e come “affitto” per il deposito finale di rifiuti radioattivi a Pasquasia».

Vai all’inchiesta su Pasquasia in “EnnaOnLine”

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