Uccidete i passeri Mao

Uccidete i passeri!

Mao, non sapendo che si nutrivano di insetti, furono quest’ultimi
che invasero i raccolti e causarono la morte di milioni di cinesi

Soluzioni che sembrano semplici ma che poi
finiscono per creare problemi maggiori

di Angelo Severino ©

 

Uccidete i passeri perché vi rubano il raccolto di grano e riso. Era il 1958 e Mao Tze Tung si preparava all’agognato “grande balzo in avanti”, una campagna di misure economiche, sociali e politiche che avrebbe dovuto trasformare la Cina comunista in una società industrializzata tale da sconfiggere i paesi capitalisti. Mao era già il capo del Partito Comunista Cinese quando il 1° ottobre del 1949 proclamò a Pechino la Repubblica Popolare Cinese.

Le cosiddette “quattro piaghe” che affliggevano i cinesi erano le zanzare, le mosche, topi (portatori di infezioni) e i passeri che distruggevano il raccolto dei cereali. Nell’estate del 1958 Mao ordinò: Uccidete i passeri. Era una campagna d’igiene pubblica che, tra l’altro, costringeva la popolazione a sterminare i passeri con un metodo alquanto semplice ma abbastanza spietato: battere rumorosamente le pentole, vasi e tamburi per spaventare i volatili per impedire, giorno e notte, che si posassero sui rami degli alberi, fino a cadere a terra morti per lo sfinimento. I nidi furono rimossi, le uova distrutte, i passerotti uccisi.

Guarda il video inedito sulla strage dei passeri in Cina

In pochi mesi quasi tutti i passeri furono sterminati in territorio cinese. Si calcola che furono uccisi otto milioni di uccelli, causandone la scomparsa. Il dittatore comunista, ipotizzando che un passero consumava 4,5 kg di riso all’anno, stabilì che ogni mezzo milione di passeri morti significava cibo per più di 10 mila persone.

Nell’aprile del 1960 Mao si rese però conto che, invece di aumentare, i raccolti di riso diminuirono di parecchio dopo l’eliminazione dei volatili. Capì di aver sbagliato a fare quella scellerata scelta ma era già troppo tardi. Estinti i passeri, milioni d’insetti, in particolare di cavallette, liberi di agire, attaccarono in massa e devastarono facilmente i raccolti, causando una delle più grandi carestie della storia dell’umanità. Tra il 1958 e il 1961 morirono di fame e povertà quasi 40 milioni di cinesi. Il dittatore comunista, pensando di eliminare un problema ne causò uno maggiore.

La guerra contro i passeri fu una delle peggiori decisioni mondiali mai prese da un governante, ignorando completamente la scienza e l’opinione degli esperti e che causò la morte di milioni di persone. Un gruppo di scienziati statunitensi della National Academy of Sciences di Washington, avendo appreso del genocidio ecologico, aveva deciso di pubblicare un rapporto che diceva che i passeri si nutrivano principalmente di insetti e, solo in quantità molto minori, di cereali e riso.

Uccidete i passeri poster

Invece di riconoscere il suo errore, Mao Tze Tung si limitò a fermare la guerra al passero con un semplice “dimenticateli” e, in tutta segretezza, chiese a Nikita Krusciov (capo dell’Unione Sovietica dal 1953 al 1964) di consegnare 200.000 passeri alla Cina per risolvere il problema.

Fallita clamorosamente la missione “Uccidete i passeri”, adesso restavano da sconfiggere le altre tre piaghe cinesi. Per debellare mosche e zanzare ai bambini furono distribuite pompe con gran quantità di DDT, insetticida che causò la morte fra la popolazione e che poi ne fu proibito l’uso in quasi tutto il mondo.

Per quanto riguarda i topi, per incoraggiarne lo sterminio, in ogni scuola furono organizzati concorsi per premiare chi avesse portato in classe il maggior numero di code di ratto. Anche i contadini furono interessati a questa iniziativa con pagamenti in denaro a chi avesse consegnato carogne di ratti. Gli agricoltori capirono subito che questo poteva essere una sicura fonte di guadagno e così cominciarono nelle loro campagne ad allevare topi per ricevere una compensa in contanti. Scoperto il trucco, i funzionari di partito interruppero la campagna contro i ratti.

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