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Bucefalo. Arresti per corse candestine di cavalli

Operazione Bucefalo

Operazione Bucefalo

di Angelo Severino ©

È stata denominata Operazione Bucefalo, come Bucefalo si chiamava il cavallo di Alessandro Magno. All’alba di domenica 7 aprile 2017, i militari del comando provinciale della Guardia di Finanza di Enna insieme agli agenti della Squadra Mobile ennese, del commissariato di Piazza Armerina, di Leonforte, di Nicosia e di Niscemi, hanno arrestato otto persone per associazione a delinquere, aggravata dalla presenza di minori, finalizzata all’organizzazione e alla promozione di competizioni, con scommesse, non autorizzate tra cavalli. Per la stessa ipotesi di reato, ma non in modo associativo, sono stati denunciati in stato di libertà altri 13 persone tra cui un minorenne.

Lungo la strada statale 117bis, tra Piazza Armerina (Enna) e Mazzarino (Caltanissetta), già alle prime luci dell’alba di domenica, era stata programmata una gara di velocità illegale tra cavalli con calesse. Sul percorso dove si doveva svolgere la corsa, oltre alle tante auto che man mano sopraggiungevano, si erano aggiunte anche quelle dei poliziotti e dei finanzieri, disposte però in maniera da non essere notate, specialmente dalle moto “di servizio” che controllavano se ci fosse gente sospetta e prevenire così eventuali azioni di polizia.

Grazie a queste precauzioni, gli organizzatori hanno capito, a pochi minuti dall’inizio della gara, che qualcosa non andava per il verso giusto e hanno interrotto la partenza dei cavalli e tentato di scappare, a piedi e in auto, chi verso Piazza Armerina nord chi verso Gela sud. Ma sono stati quasi tutti bloccati dai numerosi agenti di polizia e finanzieri presenti sul luogo.

È stato sequestrato un furgone con dentro uno dei cavalli partecipanti alla corsa e fermato il suo fantino. Un secondo furgone, che trasportava un altro cavallo, e una moto con due persone riuscivano ad allontanarsi ma venivano poi intercettati e fermati in un posto di blocco da una pattuglia di agenti del vicino commissariato di Niscemi.



Durante l’Operazione Bucefalo, che è stata coordinata dal sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Enna, Francesco Rio, sono stati fermati e posti agli arresti domiciliari:

Gagliano Salvatore, classe 1976, di Piazza Armerina, organizzatore e promotore delle gare nonché fantino e proprietario di uno dei cavalli impiegati nella gara;
Criscione Andrea, classe 1965, di Caltagirone, organizzatore e promotore delle gare nonché fantino;
Puccio Salvatore, classe 1958, di Gela e il fratello Emanuele, classe 1952, organizzatori e promotori delle gare, con funzione di raccolta delle scommesse. Nella loro abitazione sono stati trovati farmaci veterinari senza le necessarie prescrizioni mediche;
Cassarino Rosario, classe 1971, di Gela, fantino e proprietario del secondo cavallo;
Novello Mario, classe 1977, di Grammichele, maniscalco che portava con sé gli attrezzi per ferrare i cavalli;
Abati Calogero, classe 1997, collaborava con Gagliano Salvatore;
Emmanuello Giuseppe, classe 1979, di Gela, coordinatore delle vedette impiegate nell’organizzazione della gara nonché scommettitore.

Inoltre, sono state denunciate, a vario titolo, altre 13 persone fra cui alcune trovate in possesso, complessivamente, di oltre 4000 euro da utilizzare sicuramente per il pagamento delle scommesse. Sequestrati anche 11 cellulari, contenenti messaggi relativi alla gara nonché filmati di precedenti corse clandestine tra cavalli, svolte in altre zone della Sicilia e a cui avevano partecipato anche coloro che sono stati domenica arrestati e denunciati. Sequestrate, oltre ai furgoni adibiti per il trasporto degli animali, le tre moto “civetta” e gli attrezzi utilizzati per ferrare i cavalli.

Attraverso i filmati realizzati dalla Polizia Scientifica di Enna, sono state inoltre individuate decine di altre persone presenti sul percorso e che attendevano lo svolgersi della gara. I cavalli, ai quali erano state somministrate sostanze dopanti, sono stati prima controllati da un veterinario dell’Asp di Enna e successivamente affidati in custodia giudiziale a un maneggio di Catania.

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