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Caput Silente, scongiurato anche un omicidio

Operazione Caput Silente

Caput Silente
La Polizia esegue arresti
ed evita che venga ucciso un uomo

da Redazione L’Ora Siciliana

Operazione Caput Silente – Enna 21 aprile 2021 ore 8:30 – Dalle prime ore dell’alba, la Polizia di Stato di Enna, con oltre 200 uomini, sta eseguendo 30 provvedimenti di custodia cautelare in carcere emessi su richiesta della Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia di Caltanissetta, nei confronti di soggetti ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere di stampo mafioso aggravata dall’uso delle armi, estorsioni, danneggiamenti, traffico di stupefacenti.

Il sodalizio criminale, che si avvaleva della forza di intimidazione derivante dall’appartenenza alla famiglia di “Cosa Nostra” di Enna, operava in prevalenza nell’area nord della provincia cercando di imporre il pagamento del “pizzo” e controllando, in regime di monopolio, il mercato della droga.

Nel corso dell’attività investigativa è stato scongiurato un omicidio e sono state sequestrate ingenti quantità di sostanze stupefacenti e armi da fuoco.

Guarda il PRIMO filmato dell’operazione Caput Silente:

Operazione Caput Silente – Enna 21 aprile 2021 – Aggiornamento ore 12:40 – La Polizia di Stato di Enna ha tratto in arresto 30 indagati, in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare emessa, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Caltanissetta, dal GIP presso il Tribunale di Caltanissetta, nei confronti di soggetti resisi responsabili a vario titolo di numerosi reati quali: associazione per delinquere di stampo mafioso aggravata dall’essere l’organizzazione armata, estorsioni, danneggiamenti, associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti (cocaina, marijuna, hashish), detenzione e porto illegale di armi.

Il sodalizio criminale, che si avvaleva della forza di intimidazione derivante dall’appartenenza alla famiglia di “Cosa Nostra” di Enna, operava in prevalenza nell’area nord della provincia (Leonforte, Assoro) cercando di imporre il pagamento del “pizzo” e controllando, in regime di monopolio, il mercato della droga. Nel corso dell’attività investigativa è stato scongiurato un omicidio e sono state sequestrate ingenti quantità di sostanze stupefacenti e armi da fuoco.

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Gli arresti sono stati eseguiti nei confronti di:

Gianluca Barone, 45 anni nato a Catania
Sandro Berti, 48 anni, di Catania
Antonino Calì, 26 anni di Leonforte
Natale Cammarata, 41 anni di Leonforte;
Giovanni Castorina, 20 anni di Catania
Gaetano Cocuzza, 34 anni di Leonforte
Angelo Costanzo, 30 anni di Catania
Alex Fiorenza, 39 anni di Leonforte
Simon Fiorenza, 26 anni di Leonforte
Alessio Gallo, 32 anni di Catania
Antonio Giunta, 45 anni di Leonforte
Nicola Giuso, 46 anni di Leonforte
Salvatore Ilardi, nato a Leonforte, 35 anni
Salvatore La Delia, di Enna, 70 anni
Antonino Lo Grande, di Leonforte, 26 anni
Victor Andrea Junior Mangano, nato a Catania, 30 anni
Salvatore Mauceri, nato a Leonforte, 51 anni
Alfio Nicolosi, nato a Catania, 47 anni
Mario Pastura, nato a Catania, 52 anni
Pietro Piccione, nato a Enna, 27 anni
Salvatore Piccione, nato a Leonforte, 24 anni
Umberto Pirronitto, nato a Leonforte, 46 anni
Carmelo Privitera, nato a Catania, 55 anni
Giuseppe Puglisi nato a Catania,35 anni
Maurizio Rizzo, nato ad Enna, 53 anni
Fabio Severino, nato ad Enna 51 anni
Carmelo Straniero, nato a Militello Val di Catania, 50 anni
Giovanni Nicolò Straniero, nato a Catania, 30 anni
Francesco Trovato, nato a Leonforte, 29 anni
Salvatore Virzì nato a Leonforte, 28 anni.

Agli arresti domiciliari:

Nunzio Ferragosto, 46 anni di Enna
Antonino Gagliano, 61 anni di Leonforte.

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L’articolata e complessa attività investigativa condotta dalla Squadra Mobile della Questura di Enna e dal Commissariato di P.S. di Leonforte, in collaborazione con la Squadra Mobile della Questura di Catania, i Reparti Prevenzione Crimine di Palermo e Catania, le unità cinofile delle Questure di Catania e Palermo e della Polizia di Frontiera di Catania e del Reparto Volo di Palermo, trae origine dall’operazione denominata “Homo Novus” di cui ne è la naturale prosecuzione.

Questa operazione nel 2014 aveva portato all’arresto e alla successiva condanna, per il reato di cui all’art. 416 bis c.p. ed altri reati, degli affiliati ad una neocostituita “famiglia” di “Cosa Nostra” di Leonforte (articolazione della tradizionale famiglia mafiosa ennese) facente capo a Fiorenza Giovanni e ai figli.

Gli uomini della Squadra Mobile e del Commissariato di P.S. di Leonforte, coordinati dalla Procura Distrettuale Antimafia di Caltanissetta, hanno condotto le indagini per oltre un anno e mezzo mettendo in evidenza come i figli di Fiorenza, sebbene reclusi in carcere, non siano rimasti inerti, ma abbiano diretto attivamente l’associazione criminale della famiglia mafiosa, dando precise disposizioni e direttive, anche a mezzo di comunicazioni epistolari (da qui il nome dell’operazione Caput Silente).

Il gruppo criminale smantellato oggi, ha cercato di assicurarsi il controllo del territorio mediante l’imposizione agli imprenditori locali della cosiddetta “messa a posto” e di gestire in regime di monopolio il traffico delle sostanze stupefacenti del tipo marijuana, hashish e cocaina. Le indagini, svolte mediante intercettazioni telefoniche, ambientali e di videoriprese, sono state supportate anche dai classici metodi investigativi, attività di appostamento e pedinamento.

È stata così documentata la complessa e articolata attività criminosa. Innumerevoli le cessioni di stupefacente verso gli acquirenti e diversi gli episodi di danneggiamento, tra i quali spiccano quelli effettuati all’indirizzo di imprenditori appartenenti anche alla locale associazione Antiracket e quelli gravissimi consumati ai danni di due poliziotti in servizio presso la Squadra di Polizia Giudiziaria del Commissariato di Leonforte.

Il “modus operandi” della maggior parte dei danneggiamenti è consistito nel taglio delle gomme delle auto e nell’incisione della carrozzeria mediante solchi raffiguranti crocifissi. A un imprenditore sono state recapitate buste da lettera contenenti due proietti con la richiesta del pagamento di un’ingente somma di denaro. Tutti metodi tipici delle organizzazioni mafiose. Le attività criminali sono state intraprese in nome e per conto della “famiglia”, sia nel settore del traffico degli stupefacenti sia nel settore delle estorsioni.

L’attività di indagine ha permesso di acclarare la responsabilità dei fornitori all’ingrosso di stupefacenti, tutti di base a Catania.

Per quanto concerne il racket delle estorsioni, l’associazione mafiosa facente capo ai Fiorenza ha tentato di sottoporre la totalità degli operatori economici (commercianti e imprenditori), al pagamento di piccole somme a titolo di protezione, secondo il principio che era emerso nell’operazione “Homo Novus” di ottenere piccoli importi dai singoli ma da un numero sempre più elevato di soggetti.

Al fine di evitare contatti diretti le comunicazioni venivano effettuate anche attraverso corrispondenza, recapitata per mezzo di uomini di fiducia liberi sul territorio. Nel rispetto del principio di solidarietà interna dell’organizzazione mafiosa, si sono impegnati anche a raccogliere somme per il sostentamento degli affiliati detenuti e dei loro familiari.

Nell’aprile del 2019 veniva presa la decisione di uccidere uno spacciatore locale che risultava debitore insolvente di proventi legati all’attività di spaccio nonché per punirlo in quanto cercava di contrastare il regime di monopolio nel traffico imposto dall’organizzazione. Solo il pronto intervento degli uomini della Squadra Mobile di Enna e del Commissariato di P.S. di Leonforte ha permesso di far sì che l’evento progettato non venisse portato a compimento. Nello specifico i poliziotti hanno effettuato una perquisizione presso l’abitazione di uno degli affiliati rinvenendo, murata all’interno di un lavello all’interno del garage sottostante, una pistola semiautomatica 9×19 che sarebbe servita per compiere il delitto.

Nel corso dell’attività investigativa, gli uomini della Polizia di Stato hanno arrestato 19 persone in flagranza di reato e sequestrato ingenti quantità di sostanze stupefacenti. All’esito delle indagini i Magistrati della Procura hanno avanzato richiesta di misura cautelare al G.I.P., il quale – valutata ogni singola posizione in ordine ai gravi fatti indiziari che degli specifici pregiudizi penali di ogni singolo indagato – ha emesso l’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 30 indagati. Dopo gli adempimenti di rito ed il relativo fotosegnalamento a cura del Gabinetto Provinciale di Polizia Scientifica, tutte le persone catturate sono state associate in svariate strutture carcerarie o posti agli arresti domiciliari a disposizione della Procura Distrettuale Antimafia di Caltanissetta.

Guarda il SECONDO filmato con le intercettazioni
dell’operazione Caput Silente:

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