L'Ora Siciliana

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Autonomia Siciliana in mano leghista

Autonomia Siciliana tradita

Autonomia Siciliana in grave pericolo.

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Il più grande atto di ingiustizia è compiuto!
Musumeci ha dichiarato al Popolo Siciliano
che l’Autonomia della Regione Siciliana sta per morire.
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di Angelo Severino ©

Autonomia Siciliana. Ogni Popolo, nel corso dei millenni, si evolve con una propria identità culturale che, a sua volta, forma una Nazione con specifiche personalità che la distingue da un’altra. Le abitudini di vita, ma anche la maniera di pensare, le epoche storiche che ha conosciuto, le scelte che ha fatto, i nemici che ha dovuto affrontare e il modo con cui si è difeso da loro, hanno nel corso degli anni modellato etnie uniche che non potranno mai assomigliarsi tra loro.

Quando però una Nazione comincia a scordarsi del proprio passato, delle proprie origini, della propria storia, della propria lingua e della propria cultura, quando un Popolo perde la fiducia nelle proprie capacità e si sente non all’altezza di autogovernarsi ma affida il proprio destino ad altri, allora questo Popolo degenera e smette di essere se stesso.

La svolta leghista di Nello Musumeci

È quanto potrebbe accadere in Sicilia con la nomina di un leghista alla guida dell’Assessorato ai Beni Culturali. E il fatto, ancora più grave, è quello che Nello Musumeci gli ha affidato la delega alla Identità Siciliana. Vero è che Alberto Samonà è nato a Palermo ma ciò non vuol dire che abbia scolpita nel cuore e nella mente la gloriosa millenaria Trinacria.

Samonà, in gioventù, è stato dirigente palermitano del Fronte della Gioventù, l’organizzazione giovanile del MSI, che ha formato il suo carattere di vero patriota italiano con il tricolore nell’animo. Nel gennaio 2018 si era presentato alle “parlamentarie” del Movimento 5 Stelle per il Senato, circoscrizione Sicilia 1, ma era stato estromesso perché forse troppo compromesso per le sue idee di estrema destra.

Nel settembre 2018 è stato nominato responsabile del Dipartimento Cultura della Lega di Salvini Premier per la Sicilia occidentale. Il 17 maggio 2020, infine, il governatore della Regione Siciliana, Nello Musumeci, lo nomina assessore ai Beni Culturali, su indicazione dello stesso Matteo Salvini, e gli affida anche la delega alla Identità Siciliana.

Prove tecniche di sottomissione leghista

Come primo atto di questa drammatica svolta leghista in Sicilia è stata l’infelice intervista che Nello Musumeci che ha rilasciato a Barbara D’Urso a “Pomeriggio Cinque”, la TV italo-nordista-padana. Ecco il pensiero del Governatore (come lui stesso si è qualificato e non Presidente) della Sicilia: “Formalmente è Regione Siciliana. È così dal 1946, ma è tollerato che venga chiamata come tutte le altre regioni”. Comincia bene questo nuovo corso leghista del Governatore Musumeci e del suo assessore Simonà.

Non conoscere la differenza fra Regione Siciliana e Regione Sicilia significa “ignoranza e disprezzo” per la Sicilia stessa che non merita questo da chi esercita importanti ruoli nell’amministrazione della cosa pubblica.

Non è Regione “Sicilia” perché, in questo caso, sarebbe una regione “concessa” dal potere centrale, un’articolazione amministrativa e burocratica dello Stato italiano. La Regione è dunque “Siciliana”, che utilizza l’aggettivo anziché il sostantivo, poiché non “costituisce”, per gentile concessione dello Stato, una comunità politica, ma è “derivata” da una comunità nazionale o comunque storica e geopolitica che le preesiste e che trova la propria prima legittimazione nel Popolo Siciliano e nella sua storia.

Link: Regione Siciliana e non Regione Sicilia come si usa dire

Differenza fra Governatore e Presidente

È Governatore chi governa politicamente un determinato territorio per conto dello Stato centrale. È Presidente colui che, invece, dirige con propri poteri la Nazione in cui è stato democraticamente eletto, come sta scritto anche nello Statuto dell’Autonomia Siciliana. Musumeci dovrebbe essere il Presidente ma da se stesso si considera come un semplice Governatore!

Di fatto, il “Governatore” Musumeci sta offrendo a Salvini e alla Lega, su un piatto verde, una riforma dello Statuto di Autonomia Siciliana “alla rovescia”. Se i leghisti si sono inventati il guerriero Alberto da Giussano, il simbolo della Lega Nord-Padana, al contrario i traditori siciliani stanno tentando di eliminare la gloriosa e millenaria Trinacria. Un precedente lo abbiamo e Gianfranco Micciche ci riuscì benissimo in omaggio al presidente italiano Napolitano in visita a Palermo.

Link: Trinacria. Perché fu rimossa dall’Ars e da chi?

Un assessore alla Cultura e alla Identità Siciliana, viceversa, dovrebbe rispolverare pezzi di storia antica di Sicilia dimenticata. Studiare il Popolo Sicano e Siculo, ad esempio, sarebbe un buon inizio per poi passare alle nostre antiche costituzioni, quella del 1812 e del 1848. E, già che ci siamo, riscrivere il Risorgimento e come la Sicilia divenne colonia italiana. Ecco, questo è il tipo di assessore alla Cultura che i Siciliani vorrebbero!

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