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Musumeci e Lega, una bella accoppiata!

Musumeci e Salvini insieme

Musumeci e la Lega
umiliano il Popolo Siciliano,
disgustato da questo accordo

Per liquidare il Popolo Siciliano si comincia con il privarlo della memoria. Così Musumeci affida l’Assessorato ai Beni Culturali e alla Identità Siciliana a un Leghista. Si comincerà a distruggere la sua cultura, la sua storia. E un qualsiasi leghista gli scriverà altri libri, gli fornirà un’altra cultura, gli inventerà un’altra storia. Così Musumeci e Salvini umilieranno il Popolo Siciliano.

di Angelo Severino ©
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Nel momento in cui scriviamo (13 maggio 2020), ignoriamo chi sarà designato dal presidente Nello Musumeci e da Stefano Candiani (segretario della Lega in Sicilia) ad assumere la carica di assessore ai Beni Culturali alla Regione Siciliana. Di certo, c’è soltanto che sarà affidato a un leghista che entrerà nel Parlamento Siciliano portando sulla giacca il guerriero Alberto da Giussano, il simbolo della Lega Nord-Padana.

Sarà non solo il primo assessore leghista nella storia dell’Assemblea Regionale Siciliana ma anche colui che guiderà l’assessorato che fu dell’archeologo Sebastiano Tusa, deceduto nel marzo del 2019 in un incidente aereo in Etiopia.

Già questo sarebbe da considerarsi un fatto molto doloroso per il Popolo Siciliano che vedrebbe, di fatto, entrare ufficialmente la Lega negli affari interni siciliani. Ed entrerebbe da intruso, la cui presenza all’Ars è da considerarsi come illegittima e ostile in una regione a statuto speciale.

Ma la cosa più terribile è che all’uomo del Carroccio andrebbe anche la delega di gestire l’identità dell’Isola. In parole nude e crude, Nello Musumeci ha dato alla Lega pieni poteri su come istruire il Popolo Siciliano, su chi siamo, come eravamo e come dobbiamo essere ubbidienti e manipolati padanamente.

Ecco cosa ha detto Salvini dopo l’accordo: «Siamo orgogliosi di entrare nella giunta del governatore Musumeci per occuparci di Beni culturali e Identità siciliana». Parole che dovrebbero far tremare di paura e rabbia i Siciliani. E, sempre lo stesso Salvini, mentre chiama “presidenti” i suoi, definisce Musumeci un “governatore”.

È Governatore chi governa politicamente un determinato territorio per conto dello Stato centrale. È Presidente colui che, invece, dirige con propri poteri la Nazione in cui è stato democraticamente eletto, come sta scritto anche nello Statuto dell’Autonomia Siciliana. Musumeci dovrebbe essere il Presidente ma da Salvini è riconosciuto come un semplice Governatore!

Il fatto che alla Lega sia finito l’assessorato ai Beni Culturali e all’Identità siciliana, questo significa che il futuro dell’autonomia della Sicilia andrebbe a finire nelle mani di Matteo Salvini e della Lega nordista-padana. Ciò significherebbe la fine della nostra autonomia politica, con una Sicilia che diventerebbe sempre più colonia italiana e, fors’anche colonia italo-padana.

Possiamo ben dire che oggi è iniziata ufficialmente la dominazione leghista nei confronti del Popolo Siciliano. Viene allora spontaneo paragonare questa nuova umiliazione a quanto è successo l’8 dicembre 1816 nel momento in cui il re Ferdinando III tradì e umiliò i Siciliani inventandosi il cosiddetto “Regno delle Due Sicilie”.

La vigliaccata di Ferdinando III è paragonata, giustamente, alla vigliaccata di oggi di Musumeci che, tradendo il Popolo Siciliano, ha concesso alla Lega Nord di alterare il nostro glorioso passato e di renderci privi della nostra vera identità.

In uno dei nostri articoli avevamo avvisato del pericolo Musumeci. Leggete e ascoltate ciò che il Governatore siciliano dichiarò qualche giorno prima delle elezioni regionali del 2017. Oggi Musumeci sta pagando la cambiale a Salvini per averlo sostenuto e fatto eleggere come Presidente della Regione Siciliana.

Scriveva Milan Kundera: «Per liquidare i Popoli si comincia con il privarli della memoria. Si distruggono i loro libri, la loro cultura, la loro storia. E qualcun altro scrive loro altri libri, li fornisce di un’altra cultura, inventa per loro un’altra storia. Dopo di che il Popolo incomincia lentamente a dimenticare quello che è e quello che è stato. E il mondo attorno a lui lo dimentica ancora più in fretta».

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