L'Ora Siciliana

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Pietro III, re del Regno indipendente di Sicilia

Pietro III Sicilia-Catalunya

Fu nel 1282 che iniziò l’alleanza e l’amicizia
fra la Sicilia e la Catalunya

Pietro III, re del Regno indipendente di Sicilia

di Corrado Mirto ©

L’inizio della stretta alleanza e dell’amicizia fra Sicilia e Catalogna si ha dopo l’insurrezione del Vespro del 31 marzo 1282. Ma i rapporti fra il regno di Sicilia e il regno d’Aragona erano già amichevoli da molti anni. Nel 1262, infatti, Costanza, figlia primogenita del re di Sicilia Manfredi, aveva sposato il principe ereditario del Regno d’Aragona, il futuro Pietro III.

A questo punto, bisogna fare una precisazione. Io, per comodità, parlo e continuerò a parlare di Regno d’Aragona, di re d’Aragona, di flotta aragonese. Però i termini usati sono imprecisi. In realtà, si dovrebbe parlare di Corona d’Aragona, di re della Corona d’Aragona, di flotta della Corona d’Aragona.

La Corona d’Aragona, nel 1282, era la Confederazione di tre Stati indipendenti che riconoscevano un re comune. I tre Stati indipendenti erano: il Regno d’Aragona, il Regno di Valenza e il principato di Catalogna. Il Regno di Sicilia non farà mai parte della Corona d’Aragona.

Il Principato di Catalogna, che aveva un titolo inferiore rispetto ai Regni d’Aragona e di Valenza, nella realtà, da un punto di vista politico, economico e commerciale, era lo Stato più importante e più progredito della Confederazione. Quando, poi, si parla di flotta aragonese, bisogna avere chiaro che, per l’ottanta per cento, si parla di navi catalane.

Communitas Siciliae.

Con l’insurrezione del Vespro del 31 marzo 1282, gli Angioini erano stati cacciati “a furor di popolo” dalla Sicilia. Nell’Isola era stata creata la “Communitas Siciliae”, cioè la confederazione delle città siciliane. La Communitas, durante il breve periodo di vita, rispettò le autonomie delle città, salvò l’unità ideale del Paese, ma non può essere portata ad esempio di funzionalità.



Non era certamente l’organizzazione politica più adatta per condurre la guerra contro un nemico molto più forte. Si pensò, allora, di offrire la Corona di Sicilia al re d’Aragona Pietro III, marito di Costanza, figlia dell’ultimo re di Sicilia Manfredi, la quale era considerata dai Siciliani la legittima regina di Sicilia.

Pietro III, nell’estate del 1282, si trovava con una flotta e un esercito nell’Africa nord occidentale dove conduceva, forse senza molta convinzione, una crociata contro i musulmani. Vi era il sospetto che la crociata fosse un pretesto per avvicinarsi, con un corpo di spedizione, alla Sicilia.

Pietro III, re del Regno indipendente di Sicilia.

Nel mese di agosto del 1282, il re d’Aragona ricevette l’offerta della Corona di Sicilia dagli inviati del Parlamento siciliano riunito a Palermo nella chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio, l’attuale chiesa della Martorana. Egli chiese qualche giorno di tempo per riflettere e poi diede la risposta. Accettava la Corona di Sicilia.

Pietro III, una volta divenuto re di Sicilia, si mostrò leale nei riguardi dei Siciliani. Infatti, non considerò la Sicilia una provincia aggiunta al suo Stato ma un Regno indipendente, il Regno di sua moglie, il quale temporaneamente, aveva una unione dinastica con l’Aragona ma che, alla sua morte, sarebbe stato del tutto separato e sotto il governo di uno dei suoi figli, che sarebbe diventato re di Sicilia per l’eredità della madre, mentre un altro figlio sarebbe diventato re d’Aragona per l’eredità del padre.

Verso il 25 agosto, la flotta aragonese partì dall’Africa. Era formata da una trentina di navi che portavano poche centinaia di cavalieri e poche migliaia di fanti.

«Aragona e Sicilia». Si combatteva gridando così ⇒⇒⇒

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