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I traditori della nostra Terra

No trivelle

I traditori della nostra Terra

Le lobby petrolifere hanno bacchettato i deputati regionali del PD

di Angelo Severino

E così i traditori della nostra Terra hanno pensato per il nostro futuro. E così, per soli otto voti la Sicilia non sarà tra le regioni che promuoveranno il referendum contro le trivellazioni di petrolio sia in mare sia in terra. I deputati all’Assemblea Regionale Siciliana del PD, dicendo no alla consultazione popolare, di fatto, non hanno voluto ostacolare il cammino degli articoli 38 e 35 del cosiddetto decreto “Sblocca Italia e Sviluppo” voluto dal governo italiano di Matteo Renzi.

“Non volevo credere ai miei occhi – ha confessato allibito il deputato regionale Giampiero Trizzino del M5S – quando ho visto quasi tutti i deputati del Pd spingere il bottone rosso. La nostra è l’unica regione a spalancare le porte alle trivelle e alla distruzione dei nostri mari e delle nostre terre. Chi ha votato per prostrarsi al diktat del governo nazionale e agli interessi delle compagnie petrolifere dovrà risponderne ai cittadini”.

Oltre al presidente Rosario Crocetta a bocciare il referendum abrogativo sono Mario Alloro (Pd), Giuseppe Arancio (Pd), Anthony Barbagallo (Pd), Antonello Cracolici (Pd), Giovanni Di Giacinto (Meg-Ps), Giuseppe Gennuso (Pds-Mp), Baldassare Gucciardi (Pd), Giuseppe Laccoto (Pd), Salvatore Lo Giudice (Pdr), Giuseppe Lupo (Pd), Antonio Malafarina (Meg-Ps), Bruno Marziano (Pd), Antonella Milazzo (Pd), Francesco Rinaldi (Pd), Paolo Ruggirello (Pd).

Anche se la Sicilia ha detto no, ma avendo superato il numero minimo di regioni previsto dalla Costituzione per indirlo, adesso il referendum abrogativo lo si può fare tranne che Renzi non decida di intervenire sul suo decreto per evitarlo. Se si dovesse fare, come voterà il Popolo Siciliano? Lo vedremo e lo sapremo se vorrà veramente recuperare il suo territorio con il turismo e l’agricoltura e liberarsi finalmente da questa Italia colonizzatrice che ha bisogno del petrolio siciliano per risolvere i problemi economici che non sa e non può risolvere.

Ma perché il PD siciliano non ha voluto il voto popolare? Sarà perché le lobby petrolifere li hanno bacchettato?

“Al business dell’accoglienza, nuovo schiavismo su cui banchettano i vampiri della politica, si aggiunge – ha detto arrabbiato Giuseppe Provenzale, vicesegretario nazionale di Forza Nuova – la svendita del territorio, all’incentivata invasione, con il suo logico portato di tensioni sociali, si aggiunge un altro capitolo dell’indegno mercato sul nostro futuro che i traditori della nostra terra hanno pensato per noi”.

“Auguriamo a questi servi dei potenti, a questi volgari camerieri degli interessi antinazionali, che le tangenti che hanno incassato e che incasseranno – si sfoga ancora Provenzale – siano adeguate all’acquisto di bunker in cui nascondersi dalla furia di un popolo derubato della dignità o, in subordine, dalla furia devastante della natura violata che, se non è cieca, saprà bene dove colpire con i terremoti che le trivellazioni susciteranno certamente. In un modo o nell’altro, la rinascita della Sicilia è legata alla loro scomparsa e alla sostituzione di questi viscidi politicanti con una nuova classe politica alla cui formazione dedichiamo la nostra lotta quotidiana”.

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