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Giovanni Basile, poeta di lingua siciliana

Giovanni Basile

Ciao, Giovanni Basile!

di Arturo Frasca ©

Il telefono squilla, riconosco il nome in rubrica. È il dottor Giuseppe Scianò da Palermo, il carissimo Pippo Scianò, storico e carismatico leader indipendentista, persona colta, signorile, perbene e onesta, mio faro insieme al compianto professor Corrado Mirto. Immagino sarà una delle tante, gradevolissime chiacchierate telefoniche di tarda serata, ahimè diradatesi negli ultimi tempi. Mi sbaglio. Ricevo la tristissima notizia che Giovanni Basile è morto stamane.

Il caro, dolce amico Giovanni Basile, poeta e storico di lingua siciliana, finissimo narratore di vicende palermitane e conoscitore di “cose” siciliane, matematico autodidatta e grandissimo “studioso” dei vecchi sistemi di totocalcio, per anni considerato tra i massimi esperti e collaboratore delle migliori riviste di settore.

Nella mattinata di ieri (sabato 26 settembre 2025), un malore lo ha colpito nella storica sede di Via Brunetto Latini, a Palermo, mentre, come ogni giorno, era al fianco di Pippo Scianò. Ci sarà tempo e modo di ricordarlo e onorarlo come meritava la sua semplicità, umiltà e modestia, la sua bontà, la sua gentilezza. Sarà un dovere farlo.

In questo momento, voglio ricordarlo con le sue stesse parole, da “AVERE LE ALI” e, quasi una premonizione, “LA MORTE IMPROVVISA”:

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È stupendo! Posso sorvolare i mari, i fiumi, le vallate; respirare il profumo dei fiori; giocare con le farfalle dai mille colori; bagnarmi di fresca rugiada tra i fili d’erba; riposarmi su uno scoglio e godere dei raggi del sole; dormire sul ramo di un albero; sentire l’aria fredda delle montagne; guardare, da lassù, quanto è bello e grande e colorato il mondo.

Come sono fortunato a trovare da mangiare quando ho fame, da bere quando ho sete, da scaldarmi quando ho freddo, da rinfrescarmi quando ho caldo! E come sono felice di essere libero … libero … libero!

Dio dell’Universo, non ti ringrazierò mai abbastanza di avermi dato la vita e tutte queste meraviglie. E di avermi fatto nascere con le ALI!!!

Giovanni Basile, “Avere le ali”

Giovanni Basile

Giovanni Basile al centro nella foto

Il poeta dice che “… Arriverà cantando, la morte innamorata …”. Ma in realtà non è così. La morte non arriva “cantando” e non è “innamorata”! Molti di noi, purtroppo, hanno avuto un familiare o un caro amico morto, repentinamente e inaspettatamente, per un malore o per un incidente, lasciandoci addolorati e increduli.

Io potrei parlare dei miei tre fratelli (Pino, Nino e Mimmo), morti “inspiegabilmente” e prematuramente. Nonché di alcuni carissimi e giovanissimi amici: Renato (incidente di moto); Roberto (ictus); Carlo (disastro aereo di Punta Raisi); Paolo (caduto con un aereo biposto “pubblicitario”); Giulio (tragica immersione subacquea); Antonio (travolto da un autobus); etc. etc.

Secondo una “scuola di pensiero”, è preferibile morire “presto” o “subito”, piuttosto che dopo una lunga e dolorosa malattia. Anche se, per i familiari del defunto, la morte “improvvisa”, (cioè, senza aver avuto il tempo di “abituarsi all’idea” della imminente grave perdita), è sempre una “mazzata” tremenda, sferrata dal destino spietato, cieco e stupido!

Ci si chiede perché è dovuto accadere. Nel “grande e misterioso disegno divino”, non c’era più posto per queste creature “strappate” alla vita? Il loro compito era già terminato? Non avevano il diritto di vivere ancora? Non avevano più nulla da “dare” al mondo? Non più intelligenza da regalare agli altri, né affetto per i loro amici, né amore e dolcezza e tenerezza per i loro cari?

Una risposta non c’è, non ci può essere.

E allora, il Cielo appare ancora più lontano, troppo lontano …!

Giovanni Basile, “La morte improvvisa”

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torredienna.it


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