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Contributi agricoli. Truffa all’EU, indagati in 23

Contributi agricoli

Contributi agricoli. Truffa all’EU

Sequestrati beni immobili e conti correnti
per un valore pari a circa 280.000 euro.

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Contributi agricoli . I falsi e le truffe sarebbero state realizzate inoltre grazie alla complicità di operatori dei CAA (Centri Assistenza Agricola)

Enna, 26 luglio 2019 – È stata denominata “Operazione terre di nessuno” e vede indagati 23 persone con l’accusa di aver truffato l’Unione Europea su contributi agricoli.

Su disposizione del Procuratore della Repubblica di Enna, Massimo Palmeri, nell’ambito di un’attività investigativa coordinata dal Sostituto Procuratore Domenico Cattano e a seguito all’ordinanza emessa dal G.I.P. Vittorio Giuseppe La Placa, questa mattina la Guardia di Finanza e i Carabinieri ha sequestrato beni immobili e conti correnti per un valore pari a circa 280.000 euro.

Sono 15 le persone interessate alla confisca dei beni e sono residenti nelle provincie di Enna, Messina e Catania, tutti indagati per i reati di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche e falso.

Le Fiamme Gialle e i militari dell’Arma, attraverso l’esame della documentazione contabile e amministrativa, l’esecuzione di numerosi controlli nei confronti dei titolari delle aziende agricole beneficiarie e l’esecuzione di indagini finanziarie, hanno scoperto un’articolata truffa di oltre 280.000 euro perpetrata ai danni dell’Unione Europea.

Questo è il risultato di una capillare attività d’indagine espletata dalla Sez. di P.G. Carabinieri in sinergia con il Gruppo della Guardia di Finanza e con il Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Enna che hanno fatto emergere, nello specifico, la percezione illecita di contributi comunitari per l’agricoltura erogati dall’AGEA in favore di aziende agricole a vario titolo riconducibili agli indagati.

«L’indagine conferma in modo inequivocabile che i soggetti interessati – sostengono gli investigatori – non solo avevano utilizzato indebitamente particelle catastali di terreni ricadenti nel territorio siciliano, ma anche beni demaniali siti in Sicilia e in altre Regioni d’Italia, attraverso la presentazione di falsi contratti di conduzione e/o dichiarazioni sostitutive».

I falsi e le truffe sarebbero state realizzate inoltre grazie alla complicità di operatori dei CAA (Centri Assistenza Agricola), presso i quali è stato riscontrato come le credenziali assegnate dal SIAN (Sistema Informatico Agricolo Nazionale) e legate in modo esclusivo all’operatore o responsabile di sede, venivano fraudolentemente utilizzate anche da soggetti terzi collusi.

Non si ferma quindi il contrasto alle frodi dirette alla indebita percezione dei fondi europei da parte della Procura di Enna che, coadiuvata dai Carabinieri e dalla Guardia di Finanza, continua l’attività di repressione delle condotte illecite che ledono gli interessi di bilancio dell’Unione Europea e degli imprenditori agricoli onesti.

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