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A festa dô jurnu dê murti ppi la Sicilia

A festa dô jurnu dê murti

A “Festa dê Murti”. Noscia cosa jé!

di Angelo Severino ©

Non si può e non si deve cancellare la “Festa siciliana dei Morti”, per sostituirla con quella di “Halloween”, perché è una festa tradizionale del Popolo Siciliano, della Nazione Siciliana.

In Sicilia, in occasione della ricorrenza della festa dei morti, le istituzioni e l’opinione pubblica dovrebbero fare rivivere i valori morali e culturali del Popolo Siciliano rivalutando e recuperando la tradizionale festività dei morti. Bisogna allora opporsi a quanti si sforzano di cancellare la festa siciliana per sostituirla con quella di Halloween.

Da oltre un secolo, come Siciliani, abbiamo potuto constatare a nostre spese come alcuni settori (non tutti, fortunatamente) dell’informazione della cultura ufficiale, dei partiti e della classe politica, delle istituzioni e dei gruppi e dei movimenti organizzati, in un modo o nell’altro, si siano sentiti (e si sentano oggi più di ieri) molto impegnati, in proprio o su commissione, nel portare a compimento il bieco proposito di cancellare definitivamente l’identità culturale del Popolo Siciliano, della Nazione Siciliana.

Questi soggetti si adoperano, pertanto e in modo particolare, a boicottare, a ostacolare, a discriminare (e, peggio, a far finta di ignorare nella sua esistenza, nei suoi contenuti e nella sua importanza) la “festa siciliana dei morti”, così come questa è stata (ed è) percepita e vissuta da diversi millenni dal Popolo Siciliano. Una festa che ha origini antichissime, addirittura pre-cristiane, e che però in Sicilia è stata assorbita, fatta propria e arricchita di valori e di innovazioni dalla religione Cristiana. Senza mai perdere le antiche radici che risalgono alla notte dei tempi.

Diciamo subito che la “festa dei morti”, ossia “U jurnu dê murti” ha retto sostanzialmente alla persecuzione, cui è stata fatto segno, poiché la stragrande maggioranza dei Siciliani (seppure con molti ridimensionamenti) continua ancora oggi a osservarne le tradizioni. Dai cibi particolari, ai dolci della cena, ai regali ai bambini. «Si tratta insomma di uno di quei patrimoni non materiali che – commenta Giuseppe Scianò – oggi a livello internazionale di solito vengono protetti o che meritano di essere protetti, soprattutto dall’Unesco». Provvedimento di protezione che gli Indipendentisti Siciliani propongono per la festa dei morti.

Non entriamo tuttavia in polemiche che porteremo in altra sede. «Nella ricorrenza della festività – continua Scianò – rivolgiamo soltanto un accorato appello alle famiglie Siciliane, all’opinione pubblica, alle istituzioni affinché la tradizione e i suoi valori vengano rispettati. Ed è un appello questo che rivolgiamo in modo particolare ai sindaci più sensibili e più attenti (che pure esistono e fanno onore a se stessi), non colonizzati nel cervello e nel cuore, alle rispettive comunità e alla Sicilia. Diano essi per primi un segnale che vada verso quel recupero culturale e morale di quei valori di cui il Popolo Siciliano ha bisogno per affrontare con consapevolezza il proprio avvenire».

Mentre non possiamo non protestare con quanti stanno tentando di omologarci, confonderci e di “fonderci” nella festa, di recente importazione, di Halloween. In questa maniera, infatti, andrebbe meglio in porto l’operazione di “cancellare” una delle manifestazioni più espressive non solo dell’identità culturale, nazionale e religiosa del Popolo Siciliano, ma anche della sensibilità e della dolcezza dell’animo dei Siciliani.

[ Leggi anche: “La Festa dei Morti. Gioiosa tradizione e tristi ricordi” ]
[ Leggi anche: “Talìa, cumpa’ (Poesia) Festa dei morti. No Halloween ” ]

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