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La strage di Bronte del 9 agosto 1860 [1]

La strage di Bronte

La strage di Bronte

A Bixio, autentico criminale di guerra,
si sono intitolate vie e piazze in Sicilia

di Alfonso Cerrati



[ Parte prima ]

La strage di Bronte. Quello che stiamo per raccontare vi lascerà tanto veleno in corpo perché è una delle più infami storie di cui l’impresa sabaudo garibaldesca si sia potuta macchiare. Come si sa, l’epopea risorgimentale si è fregiata di alcuni primati negativi che nessuna rivoluzione al mondo può ascrivere a suo onore.

Per citare alcuni casi emblematici, ricordo quello di Angelina Romano di anni 9, fucilata la mattina del 3 gennaio1862 a Castellammare del Golfo in provincia di Trapani. La colpa contestata ad Angelina fu quella di essere parente di un giovane che si era reso irreperibile dopo aver partecipato a una rivolta. Angelina è stata l’unica bambina al mondo che sia mai stata processata e fucilata. Il nazismo non è arrivato a tanto! E la storiografia ufficiale ha sempre tenuto nascosto il fattaccio criminale.

Un altro caso emblematico fu l’arresto e il processo, sempre in Sicilia, a carico del vescovo ultranovantenne di Monreale mons. Benedetto D’Acquisto, malato e semi paralizzato. Il presule, arrestato come terrorista a seguito dell’insurrezione di Palermo del 1866 (detta anche del “Sette e Mezzo”), comparve con i ceppi di ferro ai polsi davanti ai giudici palermitani come il “pericoloso brigante D’Acquisto” e pertanto meritevole di attenta sorveglianza armata. Si risparmiò la fucilazione del prelato perché morì prima della sentenza.

Neanche lo stalinismo comunista è mai arrivato a tanto con i rappresentanti della chiesa cattolica! Anche in questo caso la storiografia ufficiale ha sempre taciuto. Non ci risulta che qualsiasi regime retrogrado, magari del Sud America, abbia mai processato e fucilato un demente, uno scemo nato, l’idiota riconosciuto del paese. Ebbene questo particolare primato è sempre detenuto dagli invasori savoiardi con i fatti che ci accingiamo a narrare.




Le rivolte, che in molti comuni siciliani esplosero nell’estate del 1860 a seguito dello sbarco di Garibaldi a Marsala, nascevano dalla consapevolezza che parte dei ceti umili e contadini stava per realizzare il progetto ultrasecolare dell’occupazione delle terre demaniali e della Chiesa come promesso dal cosiddetto “Eroe dei Due Mondi”. Fu un’illusione perché Garibaldi non poteva e non voleva soddisfare le esigenze dei proletari Siciliani. L’eliminazione del Regno delle Due Sicilie non doveva comportare sconvolgimenti negli equilibri economici e sociali dell’Europa.

A ciò si aggiunga che la popolazione non poteva più godere dei privilegi concessi dal governo duosiciliano che consentiva, specie alla povera gente, di accedere ai fondi demaniali per coltivare, legnare, pascolare e trarne tutti i benefici possibili, al fine di vivere dignitosamente.

Bronte, centro alle pendici dell’Etna, era un ducato donato in forma perpetua all’ammiraglio inglese Orazio Nelson e ai suoi discendenti da Ferdinando IV nel 1799 per riconoscenza dell’aiuto ricevuto contro i giacobini francesi. Proprio a Bronte, durante il mese di luglio e nei primi di agosto del 1860, si verificarono dimostrazioni pubbliche perché nel brontese fosse rispettata la legge sulle confische dei terreni demaniali promulgata dal “liberatore”. Il consolato inglese, che riteneva minacciati i beni del Nelson, si rivolse insistentemente al dittatore. Garibaldi, da Messina, scrisse al governatore di Catania ordinandogli d’inviare a Bronte una forza militare per sopprimere i disordini.

[ Pubblicato su L’Ora Siciliana n. 2 – Maggio 2015 ]

Parte prima

Parte seconda ⇒

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10 commenti a “ La strage di Bronte del 9 agosto 1860 [1] ”

  1. Venera ha detto:

    I siciliani dovrebbero togliere tutte le vie dedicate a Garibaldi e company. Altro che eroi, sono stati degli usurpatori,ladri e assassini..

  2. salvatore ha detto:

    Come ormai è risaputo la storia la scrivono i vincitori figuriamoci in quel periodo dove l’informazione non esisteva di conseguenza i criminali diventano eroi e viceversa

  3. Gaetano Raneri ha detto:

    ..giusto..da far rabbrividire ..da far accapponare la pelle..Dunque,aveva ragione l’ex sindaco di Capo d’orlando nel pretendere che venisse rimossa la targa con Piazza Garibaldi….C’era anche una via Nino Bixio,domani vado a vedere se c’è ancora…

  4. nuccio gatto ha detto:

    A Bronte siamo riusciti a far togliere la via bixio (infame criminale) e farla intitolare alle vittime dei garibaldini, proprio di fronte il convento di San Vito, dove l’infame bixio fucilò l’avv. Lombardo (capo dei garibaldini brontesi) e altri innocenti, tra cui lo scemo del villaggio!

  5. Santo Virga. ha detto:

    Conosco la Storia di Bronte,per avere visto il Film, girato alcune decine di anni addietro, dal titolo, la rivolta di Bronte. Onestamente, vedere quelle immaggini fa davvero accapponare la pelle,da allora chiunque, mi parla bene del mercenario Garibaldi e il socio Nino Bixio, li insulto. Ho cercato in vari modi, chiedendo se ci sono dei libri, ho dei documenti, per conoscere la Storia più dettagliata ve ne sarei grato, anche per fare conoscere ad’altri la Storia.

  6. mauro ha detto:

    Il canale di Suez fu una delle cause.

  7. Girolamo Napoli ha detto:

    Trovo interessante leggere queste pagine di storia, certamente il popolo del regno delle due Sicilie ha pagato e continua a pagare le conseguenze di quella unità d’Italia che ancora non è riuscita a fare dell’Italia un unico popolo. La Germania divisa in due pezzi dalle conseguenze della guerra ora è riunita mentre gli Italiani sono sempre piµ divisi.

  8. Giovanni ha detto:

    L’invasione del regno delle due Sicilie: Venne finanziata dall’Inghilterra, con la complicità dei Savoia , perché erano interessati alle miniere di zolfo; dato Che quello che commerciavano. gl’inglesi proveniva dall’ America, è non era di buona qualità , ma ! Costoso .

  9. Antonio L. Vetere ha detto:

    ma davvero?

    1. Gina fagghi ha detto:

      Tutte le guerre hanno storie di crimini efferrati a danno di chi si ribella alla arroganza degli invasori. Non è novità, il fatto che si tace, non si deve far sapere, porta poi i criminali ad essere chiamati eroi…..e qui la mia pernacchia al loro indirizzo. Il mio pensiero è più dispregiativo, non lo esternounicamente per non cadere nella volgarità chi si meritano. L’uomo è il più feroce animale di questo mondo. Non ve ne siete ancora resi conto?

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