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Vespro Siciliano. Dalla guerra alla pace di Caltabellotta – 1

Vespro Siciliano

Vespro Siciliano.
Dalla guerra alla pace di Caltabellotta.
del prof. Corrado Mirto.

PRIMA PARTE – 1

Introduzione.

Durante la guerra del Vespro si scontrarono due coalizioni: una, che potremmo chiamare filosiciliana, che all’inizio era formata dalla Sicilia e dal regno d’Aragona; un’altra, che potremmo chiamare filoangioina, che era formata dal regno di Napoli, dai guelfi italiani, dal papato e dal regno di Francia.

Le due coalizioni non rimasero uguali nel tempo e, dopo il 1295, con il passaggio del regno d’Aragona nel campo filo-angioino, la Sicilia rimase sola a difendere la propria indipendenza. Durante il periodo dell’alleanza con il regno di Aragona, la Sicilia non era una appendice dell’Aragona ma, pur essendo un regno meno forte di quello alleato, era militarmente efficiente. La validità di questa affermazione è dimostrata dalla battaglia navale che si svolse nel 1285 nel golfo di Rosas, quando l’Aragona fu invasa da un esercito francese.

Nel mese di maggio del 1285 un grande esercito preparato dalla Francia arrivò ai Pirenei per invadere l’Aragona. Pietro III con poche forze riuscì a fermarlo per una ventina di giorni; poi anche l’ostacolo della catena montuosa fu superato e l’esercito francese pose assedio alla città fortificata di Gerona. Il re d’Aragona diede allora inizio a serrate azioni di guerriglia contro gli assedianti e contro i rifornimenti che arrivavano al nemico per via di terra. Però era anche necessario bloccare anche i viveri che arrivavano ai Francesi per via di mare e, alla fine di maggio, divennero pressanti le richieste aragonesi al governo siciliano perché la flotta siciliana intervenisse in aiuto dell’Aragona. Finalmente, a metà agosto, trentasei galee siciliane partirono agli ordini dell’ammiraglio Ruggero Lauria e il 24 dello stesso mese approdarono a Barcellona.

Ripartirono dopo tre giorni assieme a dodici galee catalane e, in prossimità del golfo di Rosas, a nord di Gerona, la flotta alleata, formata per tre quarti da navi siciliane, sorprese la flotta francese. Nel mare di Catalogna risuonò il grido di «Aragona e Sicilia» e le navi francesi furono sbaragliate. Solo dodici galee riuscirono nella confusione a mettersi in salvo passando fra le navi nemiche al grido di «Aragona e Sicilia», facendosi scambiare così per navi siculo catalane. La pace di Caltabellotta non pose fine alla guerra del Vespro, come normalmente si legge nei manuali di storia, ma soltanto alla prima parte della guerra.

La guerra del Vespro, infatti, si concluse settanta anni dopo, nel 1372, quando, dopo lunghe trattative, l’accordo per una pace definitiva fu raggiunto dal re di Sicilia Federico IV e dalla regina di Napoli Giovanna I, grazie anche alla mediazione del papa Gregorio XI che era deciso a porre fine a una guerra che durava ormai da novant’anni. La pace di Caltabellotta non fu stipulata da Angioini e Aragonesi, come troppo spesso si legge nei libri di storia, per il semplice fatto che Angioini e Aragonesi in questa fase della guerra non erano nemici, ma alleati contro la Sicilia, e la pace può esser fatta solo tra nemici, non tra amici che già sono in pace e non in guerra.

L’accordo invece fu fatto tra Siciliani e Angioini. Ma siccome da centocinquant’anni “Sicilia delenda est”, cioè la Sicilia deve scomparire come soggetto della storia e il Popolo Siciliano deve essere considerato non come protagonista della sua storia ma come oggetto inerte delle iniziative altrui, fu necessario cancellare i Siciliani dall’elenco dei protagonisti della pace di Caltabellotta e mettere al loro posto gli Aragonesi. La pace di Caltabellotta non fu stipulata grazie alla mediazione di Bonifacio VIII, il quale non sapeva niente di quella trattativa, non era favorevole alla fine della guerra contro la Sicilia, e in seguito, quando incontrò Carlo di Valois, che aveva firmato quell’accordo, ebbe con lui quello che in politica si chiama “un franco colloquio”, cioè un incontro tempestoso con recriminazioni e insulti.

Prima parte [ 1 ]  Introduzione
Prima parte [ 2 ]  L’inizio della rivoluzione. La battaglia di Napoli
Prima parte [ 3 ]  La vittoria dei Siciliani. La reazione di Carlo I
Prima parte [ 4 ]  L’alleanza con l’Aragona

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One response to “ Vespro Siciliano. Dalla guerra alla pace di Caltabellotta – 1 ”

  1. Giuseppe Lo Re ha detto:

    Peccato che abbiamo deciso di farci annettere al piemonte.. E sono cominciati i nostri guai!!!

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