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Chi ha velato la Madonna e perché

Madonna

La Madonna, il Crocefisso, il Presepe e il Burkini

creano più fastidio ai cattolici di sinistra boldriniana
che ai musulmani. Per non parlare di quella parte estrema
di “Destra Cristiana Europea” filo islamista.

di Angelo Severino ©

“La Madonna messa in castigo”. Così, più o meno hanno titolato i giornali italiani di sabato 20 agosto sul fatto che, durante il Meeting di Comunione e Liberazione, una statua della Madonna sia stata coperta con un velo per non offendere le altre religioni e per paura dell’Islam. La notizia arriva inevitabilmente sui social ed è qui che il fuochino diventa fuoco e poi, man mano, divampa come un incendio in una foresta.

Si parla di prove generali di sottomissione all’Islam e la psicosi del terrorismo e dell’Isis investe il popolo debole di Facebook. E chi più ne ha più ne mette. Ma, a quanto sembra, l’idea di coprire la Madonna sarebbe stata soltanto della responsabile dello stand della Casa editrice “Shalom” che, come attesta questo video [ scaricalo cliccando qui ], discolperebbe totalmente i promotori e i responsabili del Meeting di CL.

Succede alla Madonna come al Crocefisso e come ai Presepi. Vengono tolti con la scusa di non provocare le altre religioni. Ma il vero motivo è invece che la Madonna e il Crocefisso e il Presepe sono tolti perché danno fastidio molto di più ai cattolici di sinistra boldriniana che ai musulmani. Per non parlare di quella parte estrema di “Destra Cristiana Europea” filo islamista.

Facciamo un salto nel tempo. Siamo nel 2003 e Adel Smith, noto per la battaglia contro la presenza di simboli sacri in edifici pubblici, lancia un Crocefisso dalla finestra dell’ospedale dell’Aquila dov’era ricoverata la madre. Nello stesso anno chiede all’insegnante della scuola di Ofena (AQ), nella quale studiano i suoi figli, di rimuovere la Croce appesa alla parete e, se non possibile, di appendere alla parete anche un quadretto con una sura del Corano.

Fa querela e il tribunale dell’Aquila, ribadendo il carattere di laicità della Repubblica Italiana e delle sue istituzioni, il 23 ottobre 2003 decreta la rimozione di qualsiasi simbolo religioso (inclusi quindi sure del Corano e Crocefissi varî) dal complesso scolastico entro trenta giorni dal pronunciamento. Un mese dopo sarà lo stesso Tribunale ad annullare quella sentenza perché il caso non è di competenza di un giudice ordinario ma di quello amministrativo.

Infine, nel gennaio 2006 Adel Smith fu condannato a 8 mesi di reclusione per vilipendio alla religione. Morì a 54 anni il 22 agosto 2014.



Chi era Adel Smith?

Era nato ad Alessandria d’Egitto nel 1960. Il padre era un architetto italiano, discendente di una famiglia di origine scozzese, e la madre era egiziana. Alla sua nascita il padre lo fece battezzare secondo il rito cristiano cattolico con il nome di Emilio.

Nel 2001 si era autoeletto presidente di una fantomatica “Unione dei Musulmani d’Italia” (che non ha nulla a che fare con l’Unione Musulmani in Italia). Anche se la maggior parte degli islamici italiani, da subito, ne aveva preso immediatamente le distanze, tuttavia Smith riuscì a piantare quel piccolissimo seme che, man mano, sarebbe cresciuto tanto da diventare un grande albero sotto la cui ombra oggi si discute animatamente se un islamico riuscirà mai a integrarsi con noi o piuttosto a sottometterci.

Nel 2004 conosce e stringe amicizia con Salvatore Marino, meglio conosciuto come Maschio Italiano 100%, presidente del movimento politico “Destra Cristiana Europea”, il cui motto è: «Lottiamo tutti con Dio, Gesù Cristo e Maometto» e «Siano lodati Gesù Cristo e il profeta Maometto».

Adel Smith era, tra l’altro, riuscito a crearsi anche tanti nemici. Contro gli erano i musulmani, i cristiani e persino Forza Nuova. Il 10 gennaio 2003 a Verona fu vittima di un’aggressione in diretta mentre parlava a Telenuovo. Un gruppo di giovani di Forza Nuova fece irruzione negli studi dell’emittente televisiva, assalendo e picchiando Adel Smith e il suo segretario. E infine, giusto per non dimenticare, c’è da ricordare che nel 2004 si era candidato come presidente della Provincia di Napoli con la Lega Sud Ausonia, movimento autonomista del Mezzogiorno.

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