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Ionosfera. Ecco come la bucano volutamente

Ionosfera bucata

Come Haarp buca la ionosfera

Preoccupano anche la Comunità Europea
gli esperimenti dell’aeronautica militare americana.
Al programma Haarp sarebbero collegate le famigerate Scie Chimiche
Continuazione di Haarp e clima balordo del 6 novembre 2015
di Angelo Severino ©
[ Parte 2 ]

Ionosfera e Haarp. Haarp è un progetto di ricerca in cui, con potenti onde radio, si riscaldano parti della ionosfera creandovi degli enormi buchi. Il sistema Haarp può provocare mutamenti meteorologici e può anche influenzare tutto l’ecosistema. Può essere impiegato per ancora molti altri scopi, anche militari.

La sottocommissione di “Sicurezza e disarmo” del Parlamento Europeo, convocata a Bruxelles il 5 febbraio 1998, tenne un’audizione in cui si parlò sul sistema Haarp e sulle armi non letali. Benché invitati, i rappresentanti della Nato e degli Usa preferirono non partecipare. La commissione deplorò che gli Americani non avevano inviato nessuno all’audizione e che non avevano approfittato dell’occasione per commentare il materiale presentato.

Haarp, il programma di ricerca sulle radiazioni ad alta frequenza (High Frequency Active Auroral Research Project) è condotto congiuntamente dall’aeronautica militare e dalla marina militare americane e dall’Istituto di geofisica dell’Università dell’Alaska di Fairbanks. Progetti analoghi vengono condotti addirittura in Norvegia, probabilmente in Antartide, ma anche nell’ex Unione Sovietica.

Come si riscalda la ionosfera

Haarp è un progetto di ricerca in cui, con potenti onde radio (attraverso impianti basati a terra e una serie di antenne, ciascuna alimentata da un proprio trasmettitore), si riscaldano parti della ionosfera. Nella ionosfera si trovano, infatti, enormi campi magnetici protettivi denominati fasce di Van Allen, i quali intercettano particelle cariche (protoni, elettroni e particelle alfa). L’energia così generata riscalda talune parti della ionosfera provocando buchi e lenti artificiali.

Haarp può essere impiegato per molti scopi. Manipolando le proprietà elettriche dell’atmosfera si è in grado di porre sotto controllo forze immani. Facendovi ricorso quale arma militare, le conseguenze potrebbero essere devastanti per il nemico. Attraverso Haarp è possibile convogliare in una zona prestabilita energia milioni di volte più intensa di quella che sarebbe possibile inviare con qualsiasi altro trasmettitore tradizionale. L’energia può anche essere indirizzata verso un obiettivo mobile, per cui si potrebbe applicare anche contro i missili del nemico.

Haarp consente anche di migliorare le comunicazioni con i sommergibili e di manipolare la situazione meteorologica globale. Ma è possibile anche il contrario, cioè disturbare le comunicazioni. Manipolando la ionosfera è possibile ostacolare le comunicazioni globali facendo però arrivare a destinazione le proprie.

Un’altra applicazione del sistema è quella di scandagliare a raggi X la terra per vari chilometri di profondità (con una apposita tomografia a effetto penetrante) per esplorare campi di petrolio e di gas, ma anche attrezzature militari sotterranee. Radar in grado di vedere oltre l’orizzonte e di definire gli oggetti a grande distanza sono un’altra delle applicazioni del sistema Haarp. Ciò consente di individuare gli oggetti in arrivo da dietro la curvatura del pianeta.

I mutamenti meteorologici

A partire dagli anni 1950 gli Stati Uniti hanno effettuato esplosioni di materiale nucleare nelle fasce di Van Allen per sondare gli effetti delle esplosioni atomiche a un’altezza così elevata sulle trasmissioni radio e le operazioni radar in virtù dell’intenso impulso elettromagnetico scatenato dalle deflagrazioni. Esse crearono nuove fasce di radiazione magnetica comprendenti quasi tutta la terra. Gli elettroni correvano lungo linee di campo magnetiche creando un’aurora boreale artificiale sopra il Polo Nord.

A tal proposito si ricorda che nel 1958 la US Navy fece esplodere tre bombe dotate di materiale nucleare fissile a un’altezza di 480 km sopra l’Atlantico meridionale. Il test fu concepito dal Ministero della difesa degli Stati Uniti e dalla Commissione per l’energia atomica con il nome in codice “Progetto Argus” (Fonte: dr. Rosalie Bertell). Con questi test militari si sta rischiando seriamente di danneggiare per molto tempo la fascia di Van Allen.

Il campo magnetico terrestre può essere distrutto in vaste aree impedendo le comunicazioni via radio. Secondo scienziati americani ci vorranno probabilmente molte centinaia di anni prima che la fascia di Van Allen si stabilizzi nella sua posizione normale. Il sistema Haarp può provocare mutamenti delle costanti meteorologiche. Esso può anche influenzare tutto l’ecosistema, soprattutto nella sensibile area antartica.



I buchi nell’ozono

Un’altra seria conseguenza di Haarp sono i buchi ionosferici causati dalle potenti onde radio inviate. La ionosfera ci protegge dalle radiazioni provenienti dal cosmo. Speriamo che i buchi giungano a riempirsi nuovamente, ma le esperienze compiute con i mutamenti dello strato di ozono puntano in direzione contraria. Ciò significa che esistono buchi non indifferenti nella fascia protettiva della ionosfera.

A causa delle sue notevoli ripercussioni sull’ambiente, Haarp è una questione che riguarda tutto il mondo e bisogna anche chiedersi se i vantaggi di sistemi del genere controbilancino effettivamente i rischi. Le conseguenze ecologiche ed etiche vanno analizzate approfonditamente prima di qualsiasi altra ricerca e sperimentazione. Haarp è un progetto quasi totalmente sconosciuto all’opinione pubblica, ed è importante aumentare la consapevolezza di quest’ultima in proposito.

Haarp è il proseguimento di cinquant’anni di ricerca spaziale intensiva di evidente stampo militare, portata avanti anche nel quadro delle “guerre stellari” per il controllo delle fasce più alte dell’atmosfera e delle comunicazioni. Tale ricerca deve essere considerata seriamente nociva per l’ambiente, con conseguenze incalcolabili per la vita umana. Nessuno è oggi in grado di dire con sicurezza quali possono essere le conseguenze di Haarp. La cultura della segretezza nell’ambito della ricerca militare dev’essere combattuta.

E dal Parlamento Europeo

«È necessario promuovere il diritto alla trasparenza e alla verifica democratica dei progetti di ricerca militari, come pure il controllo parlamentare. Tutta una serie di atti normativi internazionali (“The An-tarctic Treaty”, “Convenzione sul divieto dell’utilizzo a scopi militari o ad altri scopi ostili delle tecniche di modificazione dell’ambiente”, “Trattato recante principî per il comportamento degli Stati nell’esplorazione dello spazio esterno, compresi la luna e gli altri corpi celesti” e la Convenzione dell’Onu sulle leggi del mare) fanno risultare Haarp assai dubbio non soltanto dal punto di vista umano e politico, ma anche da quello giuridico».

«Il trattato sull’Antartide prevede che l’Antartide possa essere utilizzata solo a scopi pacifici. Ciò potrebbe anche significare che Haarp rappresenta una violazione del diritto internazionale. Tutte le conseguenze dei nuovi sistemi di armamenti devono essere valutate da organismi internazionali indipendenti. Vanno inoltre elaborati altri accordi internazionali tesi a proteggere l’ambiente da inutili devastazioni in caso di guerra».

[ Pubblicato su “L’Ora Siciliana” cartacea del mese di Aprile 2007 ]

Articoli correlati:
[ Parte 4 ] La morte ci cade addosso
[ Parte 3 ] Allarme sul clima
[ Parte 2 ] Come bucano la ionosfera
[ Parte 1 ] Haarp e clima balordo
 

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