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Stop all’università rumena a Enna

[Enna, 11 novembre 2015] – Sotto sequestro i locali dell’ospedale “Umberto I” a Enna dove si svolgevano dal 12 ottobre le lezioni di lingua rumena obbligatoria per poter essere accettati al test di ammissione ai corsi universitari in medicina e professioni sanitarie erogati dall’università “Dunarea de Jos” di Galatj (nella foto la sede madre in Romania).

Secondo l’indagine avviata dal procuratore capo della repubblica Calogero Ferrotti ed eseguita dalla guardia di finanza, che ha eseguito il provvedimento di sequestro, risulta che nel mese di marzo 2014 il commissario straordinario pro tempore dell’Asp di Enna, Giuseppe Termine, aveva sottoscritto un protocollo con la “Fondazione Proserpina”, poi trasformata in “Fondo Proserpina srl”, e consegnato 28 stanze (16 al quarto piano e 12 al piano zero) per essere utilizzate come aule.

La procura ennese durante l’accertamento ha però verificato che quel protocollo con la Fondazione Proserpina (che ha nell’oggetto sociale: La promozione del diritto allo studio e la prestazione di servizi alle attività formative di qualsiasi ordine e grado) non solo non esiste agli atti dell’Asp ma che addirittura non si trova neanche il suo originale.

Era già da un mese che numerosi studenti, dopo aver versato la prima rata dei 2200 € previsti per il corso, avevano cominciato a frequentare le lezioni in quelle aule che dal 14 dicembre avrebbero poi dovuto ospitare i corsi universitari di medicina e professioni sanitarie organizzati dall’università rumena.

Risulterebbe, tra l’altro, che il nuovo direttore generale dell’Asp di Enna, Giovanna Fidelio, al momento del suo insediamento, avrebbe fatto sgomberare i locali al quarto piano ma non quelli del piano zero che venivano utilizzate dalla Fondo Proserpina fino all’arrivo delle fiamme gialle.

A settembre, dopo che il ministro Stefania Giannini aveva diffidato i promotori a non istituire a Enna una sede della facoltà di medicina dell’Università romena “Dunarea de Jo”, il Miur (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca) aveva chiesto l’intervento della procura dopo aver inutilmente diffidato la Fondazione Proserpina a interrompere i corsi universitari.

Per questi fatti, secondo indiscrezioni, l’ex senatore del Pd, Mirello Crisafulli (tra i soci fondatori della Fondo Proserpina) sarebbe stato iscritto nel registro degli indagati con l’accusa di abuso d’ufficio e occupazione di edificio pubblico nell’ambito dell’inchiesta. Insieme a lui anche un funzionario dell’Asp accusato di falso per soppressione di documenti. Indagati sarebbero anche l’ex commissario straordinario dell’Asp, Giuseppe Termine, l’attuale direttore generale, Giovanna Fidelio e il direttore sanitario, Emanuele Cassarà.
[ Redazione L“Ora Siciliana” ]

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