L'Ora Siciliana

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Sicilia indipendente

Gallo coronato narcotizzato e buttato fra la spazzatura

Gallo coronato

Il gallo coronato
appartiene a un’antichissima razza siciliana
che si pensa essere la più antica d’Europa

di Angelo Severino ©
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Sono quasi le undici e mezzo di sera di lunedì 17 luglio. Alcuni ragazzi, passeggiando lungo la via Roma a Enna, nelle vicinanze del Genio Civile, pochi metri prima degli uffici dell’ACI, notano un qualcosa muoversi all’interno di uno dei tre bidoni per la spazzatura. Fra i sacchetti vedono un qualcosa che si agita ma, per il buio, non capiscono cosa sia. A prima vista sembra una manina di un bimbo che si muove. Passati i primi attimi di incertezza su cosa fare, una ragazza si avvicina al contenitore e si accorge che sono invece delle zampe, forse di un grande uccello.

Incuriositi, i ragazzi si fanno coraggio e tirano fuori il sacchetto dal bidone e lo poggiano a terra. Provano con un legnetto a toccare l’esterno dell’involucro e notano che qualcosa si muove debolmente. Slegano lentamente la borsetta e scoprono che lì dentro vi è un gallo, un bellissimo grande gallo. Una delle ragazze, con molta prudenza e tanto coraggio, piano piano disfà il nodo dello spago che tiene legate le zampe del povero animale.



Si trova a passare una persona che si ferma a guardare e chiede cosa c’è nel sacchetto. Aprendolo di più, si accorge che si tratta di un gallo di “gallina siciliana coronata”, un’antichissima razza siciliana che si pensa essere la più antica d’Europa. Normalmente viene allevato nella Sicilia centrale, quindi anche nell’Ennese, e che gli intenditori dell’Associazione TRS (Tutela Razze Siciliane) lo chiamano “Sicilian Buttercup”, ovvero “gallo siciliano con la cresta a corona fiorita”. Ricordiamo che il gallo coronato è stato raffigurato in epoca antica su diverse monete coniate dai Greci sicilioti e riprodotto su vasi e su mosaici durante l’epoca romana.

«Il gallo coronato appartiene alla razza che è passata indenne attraverso i secoli forse grazie – precisano al Club Italiano Gallina Siciliana – alla sua particolare cresta che le conferisce un aspetto regale e di fierezza, per il suo carattere battagliero e autonomo e per la sua forte costituzione che, anche in periodo di forte crisi, non ha richiesto molte cure. Il centro della Sicilia è stato un luogo naturale di conservazione perché poco accessibile e naturalmente isolato da alte montagne; l’Etna, le Madonie e i Monti Sicani hanno fatto da scudo all’introduzione di altre razze alloctone e se da un lato questo ha causato un’arretratezza economica, dall’altro lato ha permesso la conservazione di questa razza avicola. Molti ceppi sono rimasti immutati per secoli e secoli, mentre nelle coste il contatto con altre razze era all’ordine del giorno e il rischio di inquinamento genetico molto alto».

Per meglio capirci, il gallo coronato buttato vivo nel contenitore della spazzatura, dopo averlo drogato e legato, è della stessa nobile razza di quella che ogni anno, da molti secoli è portato in processione su un vassoio durante il tradizionale Venerdì Santo di Enna.

Si son fatte già le undici e tre quarti di sera e si decide di telefonare al 113 spiegando il tutto. La pattuglia arriva sul posto e si interessa, con un giro di telefonate, affinché si possa sistemare in un posto sicuro e idoneo il gallo coronato che, nel frattempo, si è completamente svegliato dal calmante (probabilmente somministratogli alcune ore prima) e comincia ad agitarsi regalando ai presenti anche qualche debole chicchirichì.



È quasi l’una di notte quando finalmente i poliziotti riescono a trovare qualcuno che possa prendersi cura del gallo coronato. Trasportato dentro la sua borsetta di plastica, viene messo dentro la volante e portato via. Ognuno dei presenti va a casa commentando ciò che ha visto chiedendosi come mai quel gallo coronato sia stato depositato nel cassonetto della spazzatura e non cucinato come normalmente si fa con tutti i polli. E poi, perché non averlo abbandonato fuori città in aperta campagna se si voleva disfarsene? Che bisogno c’era di narcotizzarlo, legargli le zampe, richiudendo dentro una borsetta della spesa e infine depositarlo a testa in giù nel bidone della spazzatura lungo la via principale di Enna? Mah! Evidentemente per chi l’ha fatto, un motivo doveva pur esserci!

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2 commenti a “ Gallo coronato narcotizzato e buttato fra la spazzatura ”

  1. Giuseppe ha detto:

    Il gallo siciliano vive narcotizzato da oltre un secolo e mezzo. Ebbe un lieve risveglio verso la fine del primo secolo di narcosi ma dopo qualche debolissimo chicchirichì fu sottoposto ad una nuova narcosi. Adesso sembra si stia risvegliando ma il sospetto è che qualcuno stia già pensando ad una lenta cottura al forno per poi darlo in pasto ai commensali del Venerdì Santo. Comunque, a mio avviso, i ragazzi avrebbero dovuto essere consigliati da qualche persona matura e piuttosto che chiamare il 113, che non ha alcuna competenza ed esperienza in “galli siciliani” sarebbe stato opportuno chiamare il Corpo Forestale Regionale che è riuscito anche a resistere alle sorti del Corpo Forestale dello Stato.
    Indagare non serve e tantomeno condannare. Dopo un secolo e mezzo di narcosi occorre disintossicarlo e farlo ritornare ad essere quello che è sempre stato:
    “RE DELLA FATTORIA”

  2. Elvira ha detto:

    Vorrei capire quale sarebbe il motivo per cui lo hanno narcotizzato e poi buttato nel bidone dell’immondizia ? Perché chi di dovere,non indaga e condanna chi ha commesso tale misfatto ?

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