L'Ora Siciliana

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Valigie piene di fame e speranza

Villapriolo

Quando Giovanni Tumia è nato nel 1881 a Villapriolo (Sicilia), suo padre Giuseppe aveva 24 anni e sua madre Maria ne aveva 16 anni. Ha avuto tre figli e due figlie con Liboria Gelfo tra il 1910 e il 1928. Morì nel 1944 a Buenos Aires in Argentina all’età di 63, lontano dalla sua Terra.

Quelle case disabitate, oggi case museo,
raccontano momenti di vite vissute a Villapriolo

di Francesco Paolo de Leo ©

Gli emigranti si trovano costretti a lasciare la propria terra natia. Il suo dolce paese pieno di ricordi, compagni di scuola e famigliari che con il trascorrere del tempo rimarranno in attesa con la speranza di un eventuale ritorno.

Il calo demografico che ha interessato in particolare modo Villapriolo, colpita da un repentino fenomeno di emigrazione, è stato in parte a causa della crescente disoccupazione che ha attanagliato il paese, la Sicilia e gran parte del Mezzogiorno, causato dalla chiusura delle miniere e l’assenza di un’occupazione. Un fenomeno che persiste tutt’oggi.

All’inizio del Novecento vi fu una grande ondata di emigrazione dalla Sicilia, dai porti di Palermo e di Castellammare del Golfo, partivano di continuo navi dove gli emigranti hanno raggiunto varie località del nord Italia e di tutti i continenti in particolar modo Belgio, Francia, Germania, America e sud America. Con valigie piene di fame e speranza.

Portando con sé, oltre a provviste alimentari del luogo di origine, anche il proprio dialetto ed espressioni, che mescolato con alla lingua del posto hanno creato delle vere e proprie lingue.

Basta fare un giro per il paese e notare come questo fenomeno lascia dietro di sé molte case disabitate, che raccontano momenti di vite vissute. Oggi quelle case sono diventate delle vere e proprie “Case Museo”, alla riscoperta del patrimonio storico-culturale per raccontare usi e tradizioni di epoche passate, che sono testimonianze di uno stile di vita.

Ogni stanza racconta il periodo trascorso, documentato con ricchi cimeli, molti di essi rari e introvabili.
Dopo anni lontani dalla propria Terra, dove hanno deciso di vivere, hanno creato la propria famiglia, e non hanno mai dimenticato le proprie origini e il proprio paese.

Molti di loro o discendenti fanno ritorno al paese per il 23 Agosto (SS Crocifisso) la festa più attesa dell’anno, un’occasione per riabbracciare i famigliari, amici e per rivivere e ricordare i vecchi momenti trascorsi assieme.

Pubblicato su L’Ora Siciliana n. 2 (Maggio 2015) Scarica il pdf
 
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One response to “ Valigie piene di fame e speranza ”

  1. Villapriolo ha detto:

    Grazie!!!

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