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La miniera di Pasquasia doveva chiudere

La miniera di Pasquasia

Pasquasia – Parte 3

La parola d’ordine fu:
“Chiudere la miniera”

Ecco come si consegnò Pasquasia agli esperti nucleari

di Angelo Severino ©
da L’Ora Siciliana (Dicembre 2007)
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Dal 1987 al 27 luglio 1992 (il giorno in cui ufficialmente la miniera termina definitivamente ogni attività estrattiva) si assiste a un alternarsi di situazioni che oggi potremmo definire anomale e inquietanti.

A una richiesta di prolungamento dell’Italkali per altri trent’anni della concessione per l’utilizzo del giacimento, l’Assessorato regionale all’Industria concede soltanto una proroga provvisoria.

Iniziano così le prime rivendicazioni da parte dei sindacati con i minatori che si accaparrano la cassa integrazione per 23 settimane e la proroga della concessione all’Italkali per la durata di trent’anni.

Spunta l’imprevisto.

L’Ente Minerario Siciliano non concede più l’acqua necessaria allo stabilimento di Pasquasia perché, relaziona, vi è un’emergenza idrica dall’invaso di Villarosa. E anche dalla magistratura ennese arriva l’alto là perché vi sarebbe un inquinamento prodotto dagli scarichi industriali provenienti dalla miniera.

Ricominciano le rivendicazioni delle organizzazioni sindacali con gli operai che vengono premiati prima con 18 e poi con altre 30 settimane di cassa integrazione. Durante il fermo produttivo sembrerebbe che l’Italkali abbia venduto sale potassico proveiente dalla Bielorussia.

Finalmente il 25 giugno 1991 a Pasquasia si ricomincia l’attività estrattiva e si tirano fuori tonnellate di minerale. Dopo cinque giorni, questa volta per una presunta crisi aziendale, agli operai vengono regalate 26 nuove settimane di cassa integrazione e, alla scadenza, il 30 dicembre 1991, sempre per crisi aziendale, per regalo delle feste natalizie, viene rinnovata per altre 45 settimane.

Si arriva al 25 luglio 1992, quando è pubblicato il bando per la realizzazione di una discarica controllata, di un impianto di trattamento degli scarichi, del salinodotto, della condotta sottomarina e dell’avviamento e gestione degli impianti.

La miniera di Pasquasia passa all’Ems.

Inspiegabilmente, ad appena due giorni dalla pubblicazione del bando da parte del Genio Civile, i lavoratori di Pasquasia occupano l’impianto costringendo così la Italkali a declinare ogni responsabilità nella gestione dei sali potassici e a consegnare la miniera all’Ems (Ente Minerario Siciliano).

E, cosa veramente strana e incomprensibile, gli operai a questo punto cessano ogni protesta anziché, come sarebbe stato più giusto, iniziarla a causa della definitiva cessata attività della miniera. Per loro arriveranno così altre settimane di cassa integrazione per poi, nel novembre 1992, transitare all’Ispea.

Infine, nel gennaio 1995 è promulgata una legge regionale ad hoc che prevede il prepensionamento per i dipendenti in possesso dei requisiti necessari e l’occupazione in lavori socialmente utili per gli tutti gli altri operai.

Secondo la Magistratura di Palermo (che nel dicembre del 1994 aveva emesso l’ordinanza di arresto nei confronti dell’avv. Morgante e di altre dieci persone), nei comportamenti dell’Italkali dal 1989 in poi si sarebbero celate manovre finalizzate a incamerare finanziamenti da parte della Regione Siciliana e dello Stato, sotto forma di indennizzi vari, senza un reale interesse per Pasquasia. Ma questa è tutt’altra storia.

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Sommario:

  • INTERVISTA IN ESCLUSIVA ALL’ON. UGO GRIMALDI che nel 1997 era Assessore al Territorio e Ambiente alla Regione Siciliana.
  • SOTTOPOSTA A DURI TEST, PASQUASIA LI HA SUPERATI TUTTI. Dichiarata idonea ad accogliere anche le scorie nucleari ad alta radioattività.
  • LA PAROLA D’ORDINE FU CHIUDERE PASQUASIA. Ecco come si consegnò la miniera agli esperti nucleari.
  • PASQUASIA DIECI E LODE! L’ex miniera ennese è stata scelta e “premiata” per la particolare formazione geologica del suo interno.
  • Quando il tacere diventa una colpa e il parlarne diventa un obbligo.
  • CONVIVERE CON LE SCORIE NUCLEARI. Oltre il danno anche la beffa.
  • «CI BATTEREMO PERCHE’ ENNA NON SIA UNA PATTUMIERA». Intervista a Pippo Scianò.

 

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La verità sulla Torre ottagonale di Enna

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