L'Ora Siciliana

Cultura, politica, storia (e controstoria) di Sicilia.



Padri preoccupati perché hanno figli separatisti

Separatisti e separatismo siciliano.
Andando a ritroso nel tempo.

di Angelo Severino ©
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A leggere oggi, nel 2019, come i Separatisti siciliani nei decenni passati venivano considerati dai giornali (sicuramente di regime) viene quasi da riderci sopra! Ripropongo un ritaglio del quotidiano “La Sicilia” dove (nel gennaio 1987) un padre, seriamente preoccupato perché ha saputo che il figlio ha idee separatiste, scrive una lettera alla redazione del giornale. Interessante la risposta “sui generis” di Luigina Grasso che cura la specifica rubrica domenicale.

Questo padre è preoccupato perché il figlio vuole cacciare dalla Sicilia i dominatori colonialisti, cioè gli Italiani. Non riesce a capacitarsi e paragona il figlio addirittura a un fedayn (guerrigliero palestinese aderente all’Organizzazione per la Liberazione della Palestina). Per questo padre così tanto preoccupato, i Separatisti siciliani sarebbero “fedayn made in Sicily”.

La Luigina Grasso ammette che in Sicilia vi è un forte sentimento di separatismo ma lo addebita al fatto che ancora non si è appieno sviluppato il processo di unificazione fra cittadini siciliani e italiani. E, dulcis in fundo, dà preziosi consigli al padre preoccupato: «Non si allarmi ma segua da vicino ogni passo che fa suo figlio e poi si tranquillizzi perché questi movimenti separatisti sono costantemente sorvegliati dalla Digos».

Che dire! A volte, leggendo queste cose, il cuore si riempie di tristezza! La redazione de “L’Ora Siciliana” ha in programma di realizzare una rubrica dal titolo: “Andando a ritroso nel tempo. Separatisti e Separatismo siciliano”. E questo articolo potrebbe essere il suo “numero zero”. A presto!

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Sono un padre preoccupato; mio figlio è un separatista.

Gentilissima Luigina, sono un padre preoccupatissimo a causa delle assurde idee politiche che sta praticando uno dei miei figlioli. Questo mio figliolo, che ha quasi vent’anni, da alcuni mesi frequenta alcuni giovani di un “Centro Autodeterminazione” che propagandano la “lotta per la liberazione nazionale e sociale della Sicilia” con la cacciata dall’isola dei “dominatori colonialisti”, cioè degli Italiani.

Si tratta, quindi, di Separatisti! Ma come è possibile che possano esistere “centri” che propugnano la “lotta” per separare la Sicilia dalla madre-Patria, quando la stessa Costituzione repubblicana condanna e bandisce chi attenta all’Unità della Nazione italiana?

Leggendo alcuni opuscoletti e giornali, portati a casa mia da questo mio figlio che considera suo padre “narcotizzato e colonizzato”, ho appreso che recentemente c’è stato addirittura un “convegno di forze indipendentiste” a Catania, patrocinato da un “Movimento di Liberazione Popolare Siciliano”. A questo convegno sono stati invitati a partecipare ben sette raggruppamenti separatisti siculi. Ma, cara Luigina, la nostra Sicilia sta diventando un’altra Irlanda? Cosa devo fare con questo mio figlio, aspirante fedayn “made in Sicily”?
[ Lettera firmata ]

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È proprio dei giovani essere attratti da ideali difficili e anche la loro confusione, tra orgoglio e ribellioni inconsulte, è caratteristica dell’età. Le giustificazioni nel caso specifico sono tante e qualcuna anche plausibile.

Questa insofferenza può essere una risposta, anche se abnorme, all’abbandono con cui spesso il governo centrale penalizza le periferie e che ancora, paradossalmente dopo centotrent’anni dall’Unità nazionale, inceppa il reale processo di unificazione tra i cittadini.

Sicuramente suo figlio è in buona fede, certamente ancora pieno di entusiasmi e di voglia di reagire. Non c’è da allarmarsi, finché tutto resta nell’ambito di un romantico velleitarismo. Attenzione, però; lo segua senza parere, non si lasci sfuggire anche gli impercettibili cambiamenti da questo teorizzare innocuo all’apparenza.

Troppo spesso su questi entusiasmi e su questi facili accensioni ideologiche giovanili, c’è chi soffia dall’esterno e costruisce pericolose strumentalizzazioni che sono poi sempre i giovani a pagar caro. Comunque, questi movimenti sono sempre sorvegliati e sotto controllo dalla DIGOS, perché quello che è puro fervore giovanile non degeneri.
[ Luigina Grasso ]

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