L'Ora Siciliana

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Ricerca storica

La Triscele rappresenta una concezione cosmica

Triscele ed Enna

La Triscele con le sue tre gambe esprimerebbero
il movimento cosmico, la vita e il divenire

[ Parte Prima ]

di Liborio Centonze ©

La Triscele. Questo simbolo, che trova una matrice a Enna, è stato oggetto di studio per la scelta del gonfalone siciliano. I tre termini sono etimologicamente diversi; secondo lo storico Alberto Gennaro, infatti, la Triscele traduce le tre gambe e l’immagine, mentre gli altri due termini indicano la forma triangolare della Sicilia. I tre simboli hanno in ogni caso il viso terrificante di una dea al centro, ritenuta da molti la Medusa (una delle tre sorelle Gorgone). Per capire l’identificazione del simbolo con Enna si rende necessaria la descrizione spirituale di Enna nel mondo classico.

Enna era, assieme a Palikè (lago Naftìa di Palagonia), un fulcro di spiritualità e riprodusse tale potere con la Gorgona, la quale non è altro che l’intera isola se congiungiamo le piante dei piedi. È un’immagine successiva della Gorgoneion perché l’identificazione con la Sicilia nacque al tempo dei siculi, ma le sue origini si perdono nella lunga storia del Mediterraneo.

Biagio Pace fa risalire il simbolo al V secolo a.C. facendo riferimento ad Antiochio di Siracusa e a Tucidide. Siamo nella guerra del Peloponneso nel 424 a.C. Recenti ritrovamenti a Castellazzo e a Gela hanno posto in luce una Triscele del VII secolo richiamandoci alla civiltà dell’età del bronzo minoica-micenea.

Il prof. Tricoli saggiamente avverte che «il simbolo della Triscele vuole rappresentare una concezione cosmica: le tre gambe esprimerebbero, appunto, il movimento cosmico, la vita, il divenire e si ricollega ad analoghi simboli della civiltà indo-europea, di cui dà un’interpretazione mediterranea, calata, cioè, nella cultura umanistica dei popoli mediterranei. Il Gorgoneion, effigiato al centro delle tre gambe, che è una rappresentazione della Medusa, appare in un momento successivo».

Lo studio attento del Tricoli lascia, però, dei vuoti e delle imprecisioni (tra le più evidenti ricordiamo il passaggio tra la dea procreatrice unipartogenetica e la dea più evoluta delle civiltà protomediterranee. La dea Gea partoriva da sola un’armonia universale, mentre la Cerere partoriva con regolare accoppiamento).

Enna possiede, nella storia delle religioni, il primato di aver posseduto la prima dea che valorizzava l’accoppiamento e il sesso. Non a caso, i giovani siciliani da ogni parte dell’isola si spingevano nel suo tempio: essi dovevano ostentare un’avvenuta pubertà pubblicamente e affermare la loro maggiore età agli occhi della dea. Pratiche sessuali collettive si alternavano a quelle di coppia. È da conforto, nell’identificazione della Triscele con Enna, il fatto che tale simbolo, dai ritrovamenti orientali, risalga alle prime forme di scrittura geroglifica che da geroglifici passarono a lineari A e B micenei e diedero le origini all’alfabeto greco.

La Triscele riproduce un’immagine geografica di Enna ⇒⇒⇒ Parte 2

[ Pubblicato su “EnnaOnLine” cartaceo di Maggio 2003 ]
[ Pubblicato su “L’Ora Siciliana” di Ottobre 2014 Scarica il pdf ]


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