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Arresti per rissa alla Villa del Casale di Piazza Armerina

Arresti a Piazza Armerina

Rissa e feriti a Piazza Armerina
per accaparrarsi i turisti in visita al sito archeologico

Il nome dell’operazione di Polizia denominata “Piccolo Circo” prende spunto dal titolo di un mosaico nella Villa Imperiale del Casale che raffigura delle bighe mentre gareggiano trainate da esseri mitologici, esattamente come i commercianti coinvolti nella rissa che hanno “gareggiato nella corsa” per accaparrarsi i turisti in visita al sito archeologico.

Piazza Armerina, 03 giugno 2019 – Sin dalle prime ore del mattino, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal G.I.P. del Tribunale di Enna dott. Vittorio La Placa, su richiesta della locale Procura della Repubblica, la Polizia di Stato ha eseguito gli arresti domiciliari di tre persone ritenute responsabili, a vario titolo, di una violenta rissa con feriti nell’area commerciale della Villa del Casale di Piazza Armerina. Sono:

LO PRESTI “Benito” (Benedetto), classe 1955, pluripregiudicato;
LO PRESTI Francesco, figlio di Benedetto, classe 1993;
LO PRESTI Francesco, nipote di Benedetto, classe 1993.

I poliziotti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Piazza Armerina, nello scorso mese di aprile, si erano recati presso il sito archeologico della Villa del Casale poiché diverse chiamate al 112 NUE (Numero Unico di Emergenza) avevano segnalato una violenta rissa tra diverse persone con “tavoli scagliati in aria e ceramiche di varia natura rotte”.

Gli agenti, una volta arrivati sul posto, si erano trovati davanti a un’apparente calma. Infatti, nessun commerciante lamentava alcunché. Tuttavia, avevano notato che uno di loro aveva il viso stravolto, sudato, con dei lividi e delle evidenti escoriazioni, ferite che gli hanno procurato minimo otto giorni di prognosi.

Il commerciante inizialmente aveva detto ai poliziotti che le lesioni erano state causate da una accidentale caduta sulla ghiaia, davanti alla propria bancarella. A breve distanza da lui, gli agenti avevano notato la presenza di un altro commerciante, Lo Presti Francesco di Valerio, che, come il primo, presentava anch’egli dei lividi al viso e appariva, inoltre, claudicante. Interrogato, forniva risposte vaghe, negando ogni tipo di scontro fisico mentre poi gli sono state riscontrate ferite con non meno di cinque giorni di prognosi.

Video arresti a Piazza Armerina

Nel posto commerciale occupato da Lo Presti Francesco i poliziotti avevano visto a terra una moltitudine di oggetti in ceramica, ormai in frantumi. Nei dintorni si trovava anche Lo Presti Francesco di Benedetto e anche lui presentava i segni evidenti di una recente lotta, con un vistoso rigonfiamento al viso e una ferita allo zigomo, oltre a lesioni e a visibili macchie di sangue sulla sua maglietta.  Anche lui, con un atteggiamento del tutto contrario alle evidenze, aveva detto di essere caduto sulla ghiaia e di essersi procurate ferite con prognosi di non meno di sei giorni.

Sul lato opposto alle bancarelle occupate dai suddetti commercianti, gli agenti avevano notato un terzo venditore, anch’egli con i postumi di una recente lotta e che presentava lividi sul viso, ecchimosi alla testa e altre varie escoriazioni sul corpo con prognosi di minimo sette giorni.

Quest’ultimo commerciante, diversamente dagli altri, aveva subito dichiarato di non voler avere dei “grattacapi con certa gente”, lasciando intendere con ciò una sorta di timore, per temute ritorsioni, nel caso avesse “parlato”. Tuttavia, dopo l’esitazione iniziale, aveva raccontato agli agenti che già dalla giornata precedente aveva avuto contrasti con tale Lo Presti “Benito” (Benedetto) in merito alla collocazione di alcuni tavoli mobili che, a suo dire, erano stati collocati in prossimità delle sue bancarelle, occupando abusivamente il suolo pubblico senza alcuna autorizzazione.

Il commerciante, stanco della condotta tenuta dai Lo Presti, aveva preso a sua volta un altro espositore e lo aveva collocato accanto a quello dei suoi concorrenti. Ciò aveva causato la reazione di Lo Presti Benedetto (detto Benito) che prendeva di peso gli altri tavoli e li scagliava per aria, facendo cadere a terra tutti i souvenir in ceramica, rompendoli e scatenando così la violenta rissa che si era poi sviluppata anche con l’utilizzo di una spranga di ferro e di bastoni di legno.

Grazie ai testimoni presenti sul luogo, i poliziotti erano arrivati a ricostruire tutta la vicenda e che, subito dopo la fine della violenta rissa e prima che gli agenti raggiungessero il posto, Lo Presti Benedetto si era già allontanato con un ciclomotore.

L’attività di Polizia Giudiziaria, coordinata dal Procuratore della Repubblica di Enna dott. Massimo Palmeri e dal Sostituto Procuratore dott. Salvatore Interlandi, ha consentito di incolpare i cinque commercianti per il reato di violenta rissa.

La totale noncuranza, da parte degli indagati, delle regole riguardanti il sito UNESCO e dell’incolumità dei numerosi turisti presenti, unitamente all’altissima probabilità di reiterazione dei gravi fatti per i quali sono accusati, con contestuale grave pericolo per l’ordine e la sicurezza dei frequentatori dell’area archeologica, hanno autorizzato la locale Procura della Repubblica di richiedere l’applicazione di misura cautelare per tre dei commercianti coinvolti nella rissa. Per le altre persone implicate nello scontro fisico, la misura cautelare è in stato di libertà. I poliziotti del Commissariato di P.S. di Piazza Armerina, ricevuto l’ordine di esecuzione delle misure cautelari, questa mattina hanno condotto gli indagati agli arresti domiciliari.

 

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