L'Ora Siciliana

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Federico II degli Hohenstaufen, un sovrano intrigante

Federico II, detto lo Svevo, della dinastia
degli Hohenstaufen (regnò dal 1198 al 1250)

Tratto dal libro di Angelo Severino
(compralo: ISBN 979-12-200-3151-6)
“La verità sulla Torre Ottagonale di Enna” – pp. 17-18
https://torredienna.it
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Enrico VI della dinastia sveva degli Hohenstaufen, dopo aver regnato per cinque anni soltanto, si ammalò e morì nel 1197. Al trono subentrò il piccolo Federico, il suo unico figlio, il quale però non poteva regnare perché ancora in tenera età.

Il 17 maggio 1198, compiuti i quattro anni, la regina Costanza degli Altavilla, sua madre, lo fece incoronare a Palermo con il nome di Federico II re di Sicilia. Nello stesso anno, morta anche lei, il piccolo Federico fu affidato alla tutela di papa Innocenzo III, che prese la reggenza del Regno.

Nell’anno 1213 Federico fu, per la seconda volta, incoronato anche come re di Germania. Il 22 novembre 1220, in San Pietro a Roma, Federico si proclamò imperatore del Sacro Romano Impero e nominò re di Sicilia il primogenito Enrico.

Essendo entrato in conflitto con il padre, Enrico nel 1235 fu rinchiuso in un castello, dove si ammalò di lebbra e sette anni dopo morì (forse) suicidandosi.

Il 13 dicembre 1250, a 56 anni, Federico II morì per una grave malattia (forse il morbo di Parkinson) o, addirittura, soffocato dal figlio Manfredi. Fu sepolto nella cattedrale di Palermo. Per testamento, lasciò erede al regno di Sicilia il secondogenito Corrado, che però governava in Germania. Per questo il real potere in Sicilia fu esercitato dal fratello Manfredi, che aveva 18 anni.

La morte di Federico II

Federico II morì, come sostengono molti storici,
soffocato dal figlio Manfredi.

Il re Corrado, mentre era impegnato ad assediare Napoli, si ammalò (o forse fu avvelenato dal fratello Manfredi) e morì a Melfi nel 1254, dopo aver regnato due anni e sette mesi. Lasciò erede e successore al regno il figlio Corrado II, detto Corradino, che aveva appena compiuto due anni. Quindi la reggenza del Regno passò allo zio Manfredi.

Nel 1256 Federico Lancia, vicario di Manfredi, oltrepassò lo Stretto di Messina e sottomise in poco tempo tutta la Sicilia. L’11 agosto 1258, con uno stratagemma, Manfredi si fece incoronare a Palermo solennemente re. Aveva fatto maliziosamente spargere la voce fra la popolazione che il piccolo Corradino era morto in Germania.

Quando si seppe che il nipote era invece vivo, l’unica cosa sensata che si poté fare per uscire da quel losco imbroglio fu che Manfredi sarebbe rimasto re finché non fosse deceduto e che solo allora Corradino avrebbe ripreso il suo regno. Nel 1266 Manfredi, a soli 33 anni, morì a Benevento durante un combattimento. Nello stesso anno Carlo I d’Angiò (ultimo figlio di Luigi VIII, re di Francia) fu incoronato re di Sicilia a Roma da papa Clemente IV.

Corradino, che nel 1267 aveva compiuto quindici anni, rientrò dalla Germania e cercò di riconquistare il regno di Sicilia usurpatogli. Ma non ci riuscì perché, essendo stato tradito e poi fatto prigioniero da Carlo d’Angiò, fu crudelmente decapitato nella piazza del Mercato a Napoli il 29 ottobre 1268, dopo aver subìto un sommario processo.

Carlo I d’Angiò, come re di Sicilia, stabilì il suo trono a Napoli provocando tantissima amarezza nel cuore dei Siciliani perché volevano il loro re a Palermo.

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