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Musumeci e il Ponte sullo Stretto. Ora smettila!

Musumeci e il ponte

Musumeci e il Ponte sullo Stretto

Musumeci, smettila con questo ponte!

di Angelo Severino ©

E il passato, anzi il passato delle minkiate, ritorna. Ritorna e con sé porta la costruzione del Ponte sullo stretto di Messina. Dopo Angelino Alfano, che addirittura voleva una “ferrovia aerea” dalla Sicilia alla Calabria, ecco la brillante originale idea di Nello Musumeci, il “governatore” di Sicilia. Non avete letto male e non ho sbagliato io ha scrivere perché, di fatto, Musumeci non è il Presidente della Regione Siciliana bensì un Governatore della Regione Sicilia. Se volete sapere meglio la differenza fra governatore e presidente cliccate qui.

Ed è nelle funzioni di Governatore che Musumeci rilancia l’idea del Ponte perché il suo scopo è quello di compiacere la Lega (ex Nord ma che Nord rimane) che vuole farci diventare, con il ponte, continente e togliendoci la nostra millenaria insularità.

Il Popolo Siciliano deve aspettare passivamente che il redivivo Garibaldi-Salvini rioccupi la Sicilia? Perché Musumeci ripropone il Ponte di Messina mentre in Sicilia muoversi in auto è un’avventura? No e poi no. Ed è per questo che dobbiamo reagire opponendoci democraticamente alla realizzazione di un ponte sullo Stretto di Messina che, lo ribadiamo, non è possibile realizzare sia economicamente sia strutturalmente. Che si faccia una proposta di referendum popolare sul Ponte sullo Stretto, un referendum che né Forza Italia né la Lega vogliono perché lo perderebbero.

Andare da Nicosia a Troina, ad esempio, è un’odissea con le strade fracassate e «Musumeci pensa a fare il Ponte sullo Stretto per – dicono nel M5S – collegare il nulla della viabilità siciliana con il nulla della viabilità del Meridione. È semplicemente anacronistico, imbarazzante e improponibile. I Siciliani hanno bisogno di strade, ferrovie non di buffonate, spot e slogan da campagna elettorale».

Un deciso NO AL PONTE anche da parte degli Indipendentisti Siciliani del Centro Studi “Andrea Finocchiaro Aprile”. «Ribadiamo il più convinto “NO” a un’opera faraonica che, se realizzata, diventerebbe – precisa Pippo Scianò – strumento di un probabile, arrogante, fenomeno di “annullamento” della identità culturale, politica e territoriale del Popolo Siciliano. E che costituirebbe, in ogni caso, una ghiotta occasione di “aggressione” ai valori della “insularità”, della sicilianità e della stessa Sicilia».

«Valori, questi, sopravvissuti nei secoli e nei millenni e che spesso sono stati preziosi per il progresso dell’umanità tutta. E, in particolare, per la collaborazione, gli scambi e l’amicizia con tutti i Popoli ed i Continenti che gravitano sul bacino del Mediterraneo».

E sul referendum Pippo Scianò afferma: «Riteniamo doveroso rivendicare il diritto (e rinnoviamo la richiesta che tale diritto sia rispettato) dei Siciliani e dei Calabresi di esprimersi con apposito preventivo referendum».

«Non riconosciamo, infatti, ad alcuno il diritto di far passare, sulla testa dei Popoli più direttamente interessati, scelte che ne modificherebbero persino la “condizione” geografica. La Sicilia diventerebbe infatti il “sottosuola” dello Stivale e la Calabria perderebbe un “pezzo” importante della propria cultura e della propria storia, che diventerebbe parte della futura, ventilata qua e là, “regionicchia” dello Stretto».

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