L'Ora Siciliana

L'Ora Siciliana, diretto da Angelo Severino, è un giornale di cultura, politica, storia (e controstoria) di Sicilia.



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Ponte sullo Stretto, una minkiata tutta italiana

No al Ponte di Messina

Ponte sullo stretto

La Sicilia non solo non guadagnerà nulla
ma è anche una gran panzana
raccontata ai Siciliani

Ponte sulla Stretto [22 ottobre 2015]. Il maltempo e le frane stanno dividendo il territorio della Sicilia in due tronconi che, a loro volta, vengono spezzati in altre parti che ne spaccano ancora altre. Questa è la situazione penosa nell’Isola dove viene chiusa una strada ogni quattro, dove ci sono “cinquemila chilometri di strade interrotte – come scrive il quotidiano La Repubblica – su ventimila, viadotti che crollano, piloni che si accartocciano, svincoli sbarrati, carreggiate provinciali e comunali impercorribili, incroci che sono diventati un labirinto dove tutti si perdono e si disperano”.

In questo contesto, c’è addirittura il senatore Vincenzo Gibiino che vuole il Ponte sullo Stretto di Messina perché, come scrive sul suo blog, “sarà un’opera destinata a cambiare il futuro del Mezzogiorno italiano” e, infischiandosene se sia considerato o meno opera prioritaria dal governo Renzi e dal ministro Delrio, propone un referendum siciliano e calabrese affinché possa essere “costruito con risorse provenienti dal mercato, finanza internazionale in primis”.

Riproponiamo (perché sempre attuale) l’articolo
del prof. Corrado Mirto ©
pubblicato sul numero cartaceo di “EnnaOnLine” di Aprile 2004

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In questo momento si parla molto della decisione presa dal governo italiano di costruire il ponte sullo Stretto di Messina. Questa è una decisione che coinvolge interessi materiali e interessi morali della Sicilia. Tutti i giornali, compresi purtroppo quelli siciliani, hanno scritto dei consensi quasi unanimi alla costruzione del ponte, hanno parlato soltanto di qualche sporadica perplessità dei Verdi, hanno ignorato l’opposizione dei sicilianisti. Le due coalizioni, di centrodestra e di centrosinistra che vi sono in Italia, così violentemente contrapposte su tanti problemi, per il ponte sullo Stretto sono concordi: il ponte si deve fare e anche in fretta.


Io penso che i motivi di questa unanimità siano due: uno è il grosso interesse delle industrie settentrionali a entrare nel grande affare della costruzione del ponte, l’altro è che la Sicilia, grazie al ponte, potrebbe comunicare con l’Europa e con il mondo solo attraverso la mediazione italiana, e da isola al centro del mediterraneo si trasformerebbe in una appendice periferica della penisola italiana.

E allora, come a un segnale convenuto, tutte le fonti di informazione hanno cominciato a parlare della incontenibile gioia dei Siciliani alla notizia che il ponte sarà costruito e del poderoso rilancio economico che ne verrà alla Sicilia. Stupisce la disinvoltura con la quale i propagandisti del ponte raccontino grosse panzane per turlupinare gli eventuali gonzi da imbrogliare. Io non parlerò dello scempio ambientale, del crollo dell’economia messinese legata al traghettamento (forse questo sarebbe l’unico caso di grandi somme di denaro spese per incrementare la disoccupazione), della città di Messina privata di ogni funzione e ridotta a essere un ramo secco, ma mi limiterò a parlare delle “panzane”.



La prima è che la Sicilia, grazie al ponte, diventerà a sua volta un “ponte” dall’Africa all’Europa. Quindi, secondo i propagandisti del ponte, un tunisino diretto in Germania, mentre ora prende un aereo per la Germania, scavalcando così la Sicilia, con il ponte sullo Stretto si imbarcherà su un aereo per la Sicilia, dove prenderà a nolo una macchina per proseguire il viaggio per la Germania.

La seconda panzana è che, grazie al ponte, la Sicilia avrà un grande avvenire economico e sarà messa in contatto con l’Europa. Il grande avvenire economico sarà assicurato dall’interscambio fra Sicilia e Calabria, cioè da centinaia di camion che ogni giorno dalla Calabria porteranno in Sicilia olive calabresi, mentre altre centinaia di camion dalla Sicilia porteranno in Calabria olive siciliane. Questo vorticoso giro di olive porterà ricchezza a tutti: ai Siciliani ed ai Calabresi!

E andiamo al contatto con l’Europa. Facciamo l’ipotesi di un tir carico di merci che da Palermo debba andare in Spagna, a Barcellona. Il nostro autista parte da Palermo e, attraverso alcune interruzioni dell’autostrada e dopo varie peripezie, arriva a Messina. A Messina trova il ponte che, avendo varie corsie, gli permette il rapido attraversamento dello Stretto. Arrivato in Calabria, però, la festa finisce e deve prendere l’autostrada per Salerno, che pare che non sia fra le migliori d’Europa. Egli, così, attraversa la Calabria, la Campania, il Lazio, l’Italia centrale e, a un certo punto, è preso da una irrefrenabile gioia: vede davanti a sé la Terra Promessa: la Padania.


Entrato in Padania, dopo una breve sosta per baciare la Terra Promessa, riparte, ma dopo un certo tempo deve deviare verso occidente. Passa poi il confine fra l’Italia e la Francia e comincia ad attraversare la “douce France”. Dopo un lungo percorso gli appare l’imponente catena dei Pirenei. Attraversa anche i Pirenei ed entra in Spagna. E, finalmente, sfinito ma felice, arriva a Barcellona, fra l’entusiasmo degli Spagnoli accorsi a festeggiare l’autore della grande impresa.

Un mio nipotino che ha seguito questa odissea mi dice: «Ma il camionista non avrebbe fatto meglio a imbarcare il tir a Palermo, sbarcando il giorno dopo a Barcellona». Ed io debbo ammettere che il bambino ha ragione, ma gli spiego che il governo italiano, dopo avere speso tutti i soldi previsti per la Sicilia per fare il ponte sullo Stretto, non avrà ormai soldi per curare altri collegamenti. Stando così le cose, il governo italiano, il ponte potrà pure farlo ma non “a grande richiesta” dei Siciliani.

[ Leggi anche: “Elefanti, Renzi e il Ponte sullo Stretto” ]
[ Leggi anche: “Alfano’s bridge. Ecco il Ponte di Alfano” ] 

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2 commenti a “ Ponte sullo Stretto, una minkiata tutta italiana ”

  1. Giuseppe Carnevale ha detto:

    Ma quali ponti noi vogliamo a Sicilia indipendenti,ciao Antudo.-

  2. Fumia ha detto:

    No al ponte sullo stretto

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