L'Ora Siciliana

L'Ora Siciliana, diretto da Angelo Severino, è un giornale di cultura, politica, storia (e controstoria) di Sicilia.



Ricerca storica

Torre di Enna. Ecco la verità sulla Torre Ottagonale

Torre Ottagonale Enna

Torre di Enna
La verità sulla Torre Ottagonale di Enna

www.facebook.com/collana.libri.storie.sicilia
www.torredienna.it

Print Friendly, PDF & Email

Torre di Enna. Svelato il mistero delle 16 finestrelle sul lato meridionale della Torre Ottagonale di Enna. L’antica torre, PER ERRORE attribuita a Federico II svevo, in realtà è l’Osservatorio Astronomico-Geodetico della Sicilia antica, probabilmente il più antico del mondo.

Questo è quanto risulta leggendo il libro, fresco di stampa, del giornalista pubblicista ennese Angelo Severino. Il volume, il primo della serie “Storie di Sicilia”, si intitola “La verità sulla Torre Ottagonale di Enna”.

Il libro è composto da 224 pagine su carta patinata, arricchito da numerose foto (35 delle quali sono a colori) e valorizzato da documenti inediti, a dimostrazione di quanto l’autore scrive nella sua nuova opera. Dal sito ufficiale della Torre di Enna www.torredienna.it è possibile scaricare online i continui aggiornamenti con importanti approfondimenti e novità sul libro.

«Molti documenti e disegni l’ho avuti direttamente dal colonnello del genio militare Umberto Massocco – precisa Severino – alla fine degli anni Settanta. Ma ulteriore importante documentazione, dalla quale ho ottenuto materiale per scrivere il libro, è il frutto di accurate ricerche effettuate in archivi storici di Sicilia e nell’Istituto Geografico Militare di Firenze».

In sostanza, la Torre Ottagonale di Enna, secondo le indagini effettuate dall’autore del libro, non sarebbe stata edificata da nessuno dei due grandi sovrani di nome Federico ma sarebbe stata voluta e realizzata intorno al 1023 a.C. da un àugure e dai suoi gromatici astronomi che individuarono il punto esatto dell’Umbilicus Siciliae, dove fu qui eretta la Torre Ottagonale, la Torre dei Venti, la Specola ennese.

Una volta stabilito l’Omphalos (ombelico, in greco) Henna, fu dato il via alle operazioni di agrimensura (l’arte di misurare e dividere il suolo) che rappresenta lo schema fondamentale della “Delimitatio Templum Caelesti” di Sicilia, cioè la “Croce Patriarcale” a doppio braccio osservata dal cielo.

Torre di Enna

Clicca sull’immagine per ingrandirla

Essa è raffigurata, ed è abbastanza visibile anche oggi, sulla facciata meridionale della Torre Ottagonale, conosciuta dagli Ennesi anche come “u Castiddru Vicchiu”, il Castel Vecchio.

Ecco, dunque, svelato il mistero delle 16 finestrelle che danno forma alla Croce Patriarcale. Le otto fessure in verticale, rappresentate da altrettanti torri di guardia, formano la linea del decumano massimo. Partendo da Ovest dalla Torre del Re a Capo Rama (Terrasini) essa termina a Est nell’isola di Ortigia in Siracusa. Su quest’asse si muoveva la Via Lata Perpetua, indicata nel 70 a.C. da Cicerone nelle sue Verrine.

Le quattro fessure nella linea in orizzontale in alto, raffiguranti quattro torri di guardia, formano la linea del cardine massimo che va dal Mar Mediterraneo al Mar Tirreno. Le altre quattro fessure in orizzontale in basso, rappresentate da altrettanti torri di guardia, formano l’asse del cardine minore che dal Mar Mediterraneo va al Mar Ionio.

Il punto d’incrocio degli allineamenti topografici (decumano e cardini) costituiscono, di fatto, l’Umbilicus Siciliae, rappresentato dalla Torre Ottagonale di Enna. Partendo da qui fu costruita la rete viabile principale dell’Isola. Il tracciato di quelle vie formò la Triskeles con le tre gambe alate, riprodotta su tutte le monete coniate in Sicilia.

Nel libro, che lo si può acquistare dal sito www.torredienna.it, è svelato dove si trova la “vera” Torre di Federico e anche il nome di chi, circa tremila anni fa, costruì l’Osservatorio Astronomico esattamente nel punto dove si trova.

Leggi anche:
Federico II, l’imperatore che ignorò Enna
Stupor mundi non stupì Enna e non costruì la Torre

Scarica i pdf del giornale
Diventa editore de “L’Ora Siciliana”
Leggi come sostenerci


Rispondi

Vai alla barra degli strumenti