L'Ora Siciliana

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Via Sacra, un’escursione sotto la Rupe di Cerere

Via Sacra sotto la rupe di Cerere

Via Sacra

Un’escursione sotto la Rupe di Cerere

di Angelo Severino ©
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Lasciata l’auto nell’apposita area di parcheggio, dalla strada statale 117 bis in contrada Baronessa, proprio davanti al bivio per Valguarnera, iniziamo l’escursione che ci porterà, dopo quasi due ore e mezzo di salita con una pendenza massima del 45%, alla Rocca di Cerere a 972 metri sul livello del mare. All’inizio del percorso troviamo la prima bacheca turistica che ci informa sul Sentiero della Via Sacra:

Diodoro Siculo racconta che i pellegrini provenienti da tutta la Sicilia giungevano nella valle alla base della Rocca, detta giardino di Enna. Salendo il pendio incontravano vari sacelli e altari sparsi lungo il percorso.

Il cammino che andava dall’attuale Grotta dei Santi fin su al tempio, saliva lungo un sentiero dove la roccia trasudava acqua e i pozzetti permettevano le funzioni votive di purificazione. Si proseguiva verso il tempio che sorgeva in cima ad una valle erbosa ricoperta di viole e altri fiori di molte specie degni della dea.

Dopo 2500 anni, i rover e le scolte del gruppo scout Enna 1, propongono questa antica strada al “pellegrino contemporaneo”.

La Grotta dei Santi

Dopo aver incontrato lungo la salita alcuni pozzetti di acqua e diversi enormi massi utilizzati come altari per le antiche divinità, tra cui la stessa dea Cerere, proseguendo lungo il sentiero della Via Sacra arriviamo in contrada San Calogero dove, nascosta tra gli alberi, vi è una casa semidistrutta nel cui interno c’è una grotta utilizzata da stalla dove si individuano affreschi raffiguranti Cristo e quattro santi, tra cui San Nicola identificato da una scritta.

Via Sacra - Grotta dei Santi

Fino al 1970, anno in cui fu scoperta, la grotta è rimasta incustodita e utilizzata dai pastori sia come stalla sia come deposito sia come frantoio. Si presume che anticamente la grotta sia stata luogo intermedio di culto a Cerere, trovandosi a metà percorso dal vero grande tempio posto in cima alla rocca. Gli affreschi, invece potrebbero risalire a metà del XIV secolo, ai tempi dei Normanni.

In quel periodo, la devozione a Cerere era già finita e il due di luglio, nel mese in cui si raccoglie il grano, si festeggiava (e si festeggia) il giorno della “Visitazione della Santissima Vergine”. Di fatto, quell’antico santuario, all’interno della grotta di contrada San Calogero, fu smantellato da ogni cosa che potesse ricordare Cerere e affrescato con le immagini del Cristo, della Madonna, di San Nicola e di atri due santi.

AΡΧΟΣ/ΔΑΜ/ENNAIΩN e il Santuario di Santa Ninfa

In qualche posto, lungo il pendio che sta sotto la rocca di Cerere, si troverebbe sepolto un blocco di pietra risalente al periodo greco di 2 metri per 1,60 che nel 1930 fu fotografato e descritto nel suo taccuino dall’archeologo Paolo Orsi che era andato a Enna durante una campagna di scavi proprio in questi luoghi. Sicuramente quella pietra sarà tutt’oggi ben nascosta sotto altri massi che nel tempo si sono staccati dalla roccia sovrastante. Su essa c’era scolpito AΡΧΟΣ/ΔΑΜ/ENNAIΩN, giardino degli ennesi.



Salendo sulla Via Sacra, incontriamo una profonda cisterna che anticamente serviva per irrigare i campi e ad abbeverare gli animali. E a ancora, proseguendo, a destra, ci fermiamo nello spiazzo del Santuario di Santa Ninfa dove si vedono alcune delle tante nicchie sacre che si trovavano sul lungo percorso prima di arrivare al tempio principale. In questo luogo fu poi costruita nell’era cristiana anche una chiesetta a Santa Ninfa.

Alla fine del lungo sentiero della Via Sacra, raggiungiamo la rocca di Cerere, luogo dove anticamente venivano celebrati i riti alla dea Cerere.

Guarda il video dell’escursione, organizzata dal Sentiero Siculo, coordinato da Filippo Apache Nicolosi, domenica 9 aprile 2017.

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Leggi e guarda il video dell’escursione del 26 Marzo 2017
nell’antica necropoli di Montagna di Marzo, nelle vicinanze di Piazza Armerina.

Leggi e guarda il video dell’escursione del 18 marzo 2017
a Rocche di Tornambè, Codata di Volpe, a sud dell’abitato di Pietraperzia (Enna).

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